Divieto di pesca
Mantova, Circolo Canottieri, maggio 2013. Un cartello notato sulle rive del Lago Superiore. Un paradosso di comunicazione e un segnale debole della normativa all’italiana. Leggi il resto di questo articolo »
Problem walking: coaching in cammino
Mi è capitato, passeggiando lungo la spiaggia con due imprenditori amici, di chiacchierare del più e del meno, a ruota libera. A un certo punto, un po’ da loro, un po’ da me, sono venute fuori nuove idee imprenditoriali, cambiamenti piccoli o grandi da applicare subito nella propria organizzazione. Una di queste idee, stimolata da Franco Amicucci, è stata proprio proporre un coaching in cammino come processo personalizzato di problem solving: il problem walking. Leggi il resto di questo articolo »
Segnali deboli di cambiamento crescono: gli studenti han capito Servizio Pubblico, i cittadini si informano a modo loro.
Una “lettera al direttore” del Fatto Quotidiano e un articolo sul blog di una persona che stimo: due brevi letture aprono in me uno spiraglio di speranza per quanto riguarda il futuro della comunicazione, dell’informazione, della formazione delle opinioni di giovani e giovanissimi che, se crescono così, sicuramente sapranno fare meglio di noi e realizzeranno una rivoluzione tanto silenziosa quanto radicale. Leggi il resto di questo articolo »
Win win, doppio legame e stratagemmi cinesi nella trasmissione-evento “Servizio Pubblico” del 10 gennaio 2013.
Sempre seguendo il filone dell’applicazione di strumenti di problem solving alla vita quotidiana, dalle azioni di ogni giorno alla visione di un programma tv, nella trasmissione Santoro-Berlusconi riconosco l’uso del gioco win win e del doppio legame, combinati con qualche stratagemma marziale cinese. Leggi il resto di questo articolo »
Cappelli e autoinganni per sopravvivere ad un ingorgo autostradale
Il 15 novembre 2012 siamo andati ad Avezzano per la mia visita cardiologica quadrimestrale. Al ritorno, in autostrada Adriatica, siamo incappati in una lunga coda perché era bloccato il tratto da Porto San Giorgio a Porto Sant’Elpidio.
L’uso dei cappelli di De Bono, e la tecnica dell’autoinganno del problem solving strategico, ci hanno aiutato a vivere l’inconveniente nel modo meno sgradevole. Leggi il resto di questo articolo »
Cappello verde, cappello nero e M5S
Nel gioco che sto portando avanti con i miei articoli, e che consiste nel ragionare sul modo in cui modelli collaudati di problem solving si possano applicare alle esperienze di vita vissuta, provo ad esaminare la situazione del M5S con l’ottica dei “Sei Cappelli per Pensare” di Edward de Bono, il fortunato modello psicologico che induce a ragionare in sei modi diversi. Leggi il resto di questo articolo »
Customer (un)satisfaction: un servizio del cavo(lo)
La soddisfazione del cliente è sinonimo di qualità. Se io cliente rimango soddisfatto del tuo prodotto o servizio, questo è di qualità, altrimenti non lo è, e prima o poi mi rivolgerò ad altri. Con la crisi appena iniziata nel 2007, e che si aggraverà nei prossimi 20 anni per portarci – volenti o nolenti – in un mondo nuovo, più saggio o più folle a nostra scelta, un modo per restare sul mercato è mirare alla qualità, e quindi ricorrere a tutti gli espedienti per soddisfare i propri clienti. Il design proprietario e chiuso va contro questa logica, perché complica la vita al cliente per gretti interessi del produttore, e quindi produce insoddisfazione del cliente, e dunque non-qualità. Lo prova il racconto di quanto mi è accaduto in questi giorni. Leggi il resto di questo articolo »
Psicopatologia del problem solving quotidiano
Problem solving, gestione a vista, ipersoluzioni e veli di Maja: quando si perdono le chiavi di casa e si va nel pallone inutilmente. Il racconto di una giornata particolare, visto attraverso le tecniche di problem solving strategico. Un lucchetto chiuso è una bella metafora del problema da risolvere.
“Mi manifesto”: nuovi modi di comunicare
E’ nato da poco più di un anno un movimento di cittadini, i “Signori Rossi”, “corretti non corrotti, il cognome più comune, il comportamento più diffuso”, come si legge nel banner del sito. Il movimento si è manifestato in occasione della causa Amiat-Rossi, che verte sull’atto “normale” di Raphael Rossi, che proprio perciò diventa anormale: rifiutarsi di prendere una mazzetta ed evitare al comune di Torino l’acquisto di un costoso macchinario inutile. Nel giorno del processo di appello, in cui la corte ha dato ragione a Rossi, i signori rossi si sono mobilitati con uno spettacolare flash mob e la campagna web “Mi manifesto”. Ne parlo perché – al di là del valore etico, politico e sociale – sotto il profilo della comunicazione presenta notevoli caratteristiche di novità. Leggi il resto di questo articolo »
In lotta col mare
Problema: il mare mangia le spiagge.
Soluzione: creare barriere artificiali di scogli, e “ripascere” le spiagge con ghiaie e sabbie di riporto.
Conseguenze:
- il mare scava e mangia fra una scogliera e l’altra, e ad ogni mareggiata porta via i materiali scaricati;
- la linea di spiaggia diventa tutta ondulata;
- non si fa più il bagno nel mare aperto, ma in una sorta di pozzanghere con acqua più o meno stagnante;
- le amministrazioni pubbliche ogni anno spendono soldi a vuoto;
- la qualità dei litorali degrada. Leggi il resto di questo articolo »







