Appunti al volo davanti allo streaming di Grillo a Piazza San Giovanni, il 23.5.14

Guardando le riprese della conclusione della campagna elettorale davanti al computer, ho preso man mano alcuni appunti di frasi che mi hanno colpito in modo particolare, perché rientrano nel mio interesse per stimoli e metodologie di cambiamento, e quindi nella linea che seguo in questo sito: prendere spunto da fatti di cronaca o di vita vissuta per parlare di temi inerenti al problem solving. Non ho dato forma discorsiva agli appunti, lasciandoli così come li ho annotati.

Un invito di Ferdinando Imposimato agli indecisi: “Votate, partecipate alla rivoluzione non violenta delle matite!”

Il romanesco “cuore in mano” di Paola Taverna:

– alle critiche (sempre le solite) di un PD: “co’ te che ce parlo a ‘ffa?”

– all’indeciso: “perché sei indeciso? Che te devono fa’ ancore, che te devono pignora’, er comodino a casa? Oggi non sei indeciso, sei complice!”

Alessandra Marcozzi, candidata alla Regione Abruzzo: la mia è un’alternativa a partiti che candidano ancora quelli che hanno avvelenato le acque dell’Abruzzo (nota personale: il Tirino, uno dei fiumi più belli d’Italia, con acque limpidissime popolate di trote dei miei ricordi di gioventù, ora è inquinato dai rifiuti tossici delle aziende chimiche di Bussi).

Sognavo di vivere in un paese normale. Poi il sogno si tramutò in speranza. Ora è diventato certezza che cambieremo tutti insieme.

Con una piccola matita il 25 maggio ci riprendiamo tutto!

Roberto Fico: “con la nostra rivoluzione il popolo vincerà cambiando, l’onestà tornerà di moda, sarà il nuovo trend”. “Siamo noi che rimarremo in Europa, e sono loro quelli che usciranno perché non sopporteranno la bellezza dell’Europa come comunità”. “Il 26 mattina ci sveglieremo con una felicità nuova”.

Beppe Grillo: Io sono quello di sempre, della Parmalat, della Telecom, sono un cittadino curioso, che va a vedere le cose di persona. I nostri parlamentari sono straordinari. Mi vedete calmo perché hanno già gridato loro, e mi fanno sentire moderato come Casini.

Se sogni da solo dormi, se sogni con dieci milioni di persone è la rivoluzione.

Gli anziani hanno paura di me? Voglio rassicurarli, e dirgli di cominciare a pensare a figli e nipoti, e al futuro da lasciar loro.

Noi non vogliamo andare a sostituire un partito con un altro, ma a portare un cambiamento del modo di pensare. Oggi si investe ancora in auto che stanno ferme e case di 30 anni fa, col perenne ricatto del lavoro.

Per combattere la corruzione propongo tre cose:

  • i reati contro il patrimonio pubblico non si prescrivono mai;
  • corrotti e corruttori hanno l’interdizione perpetua dai pubblici uffici;
  • chi ha preso una tangente deve rifondere il doppio del suo importo.

Io sono un comico, loro sono cittadini arrivati in parlamento, gli altri sono economisti esperti che investono nell’alta velocità per le merci quando girano camion e container vuoti, e dicono che noi non capiamo nulla di economia. NOi genovesi abbiamo inventato molte cose, e Colombo quando ha scoperto l’America vi ha trovato il pomodoro. Se fosse stato un economista odierno avrebbe importato tonnellate di pomodori, invece ha vfatto una cosa molto più intelligente: ha portato qui i semi!

Si investe in bombardieri F35 già vecchi, perché ora ci sono droni telecomandati. Ingegneri italiani fanno turbine per Boeing con una stampante 3d, e non spediscono il prodotto ma solo il modello 3d che viene stampato con una stampante locale risparmiando energia e costi di trasporto. Con la stampante 3d gli anziani si costruiscono da soli la dentiera e non se la fanno regalare da nessuno.

Nell’Europa ci sono 28 lingue e 3 parlamenti. Noi vogliamo semplificare per costruire una vera Europa dei popoli. Non pagheremo il debito perché è immorale, come fece la Germania del dopoguerra, l’Equador e gli Stati Uniti con l’Iran.

Noi non vogliamo riformare cose vecchia, ma formare cose nuove. Oggi è essenziale governare i dati, per sviluppare previsioni e strategie. Oggi ci sono già oggetti che parlano fra di loro, frigoriferi intelligenti che ci danno consigli dietetici; non useremo più Iphone, ma occhiali, vestiti e calze informatizzati. Saranno le calze a dire all’allenatore se un calciatore si è allenato abbastanza.

Non dobbiamo costruire altre autostrade, ma sviluppare la banda larga. Non puntare sulla materia prima, ma sulla materia grigia.

Citando Chaplin, l’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori.

Un consiglio bonario al papà di Renzi: dica a suo figlio di lasciar perdere e farsi da parte, per il suo bene. Ai figli di Berlusconi: dite a vostro padre di farsi da parte e godersi la vecchiaia.

Ecco i nostri candidati alle europee, eletti dalla rete e sconosciuti a me, a voi e alle procure.

Gianroberto Casaleggio: ci sono molti motivi per vivere, uno di essi è stare qui con voi stasera. Gridate il nome di Berlinguer, gridatelo forte tutti insieme fino a farlo sentire a Palazzo Chigi: si sciacquino loro la bocca!

Quando tornate a casa, alle persone che vi criticano fate una carezza, e convinceteli che il nostro futuro dipende anche da loro. Non ci si può tirare indietro e votare quelli che hanno sfasciato l’Italia.

Fra gli stimoli più interessanti che Grillo ha sempre lanciato e che ha riproposto in questa occasione trovo i salti di paradigma che portano ad una ridefinizione dei problemi: perché fare bombardieri vecchi quando ci sono già droni di nuova concezione? Perché trasportare merci da una parte all’altra quando ci sono stampanti 3d che ce le producono in casa su richiesta? Perché dire che queste sono fantasie stravaganti quando nel mondo si sta già lavorando intorno a questi temi? Un esempio per tutti: i tassisti milanesi protestano contro l’app Uber che trova un passaggio a portata di mano. Il politico dice che l’app è illegale, invece di dire che il taxi è obsoleto. Guadagna i voti dei tassisti, ma perde il treno dell’innovazione.

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

5 pensieri riguardo “Appunti al volo davanti allo streaming di Grillo a Piazza San Giovanni, il 23.5.14”

  1. Gentile Santucci,
    condivido in gran parte di ciò che riporta e concordo sui salti di paradigma che portano alla ridefinizione del problema. Tranne questa enorme sciocchezza delle stampanti 3d, che conosco e utilizzo da oltre quindici anni. Non entro negli aspetti tecnici quali l’isotropia e la mancanza di struttura resistente degli artefatti, risolvibili probabilmente con una complessa progettazione e una esecuzione multimaterica e una multistratificazione progressiva ma con un costo unitario degli artefatti enorme. È il costo energetico e ambientale che ne esclude un uso teso al progresso inteso come superamento del passato e come riduzione del rischio ambientale, noto e certo già dal rapporto del Club di Roma. Avrà visto che con il diffondersi della fotografia digitale tutte le case produttrici maggiori hanno progettato, costruito e proposto al mercato stampanti domestiche portatili. Chi le ha acquistate, dopo aver stampato un massimo di 50 foto le ha messe in qualche scatolone, dimenticandosene per non arrabbiarsi, ma con un costo ambientale salato. Non basta la rimozione ad evitare danni.
    L’impatto ambientale delle stampanti 3d, se intese come totalmente sostitutive (che ognuno si fabbrica la propria turbina 🙂 :a dire questa sciocchezza è evidente che l’altra sera a Porta a Porta Beppe Grillo era proprio stanco e fuori fuoco), può essere stimato pari a decine di volte l’intero apparato produttivo industriale mondiale, logistica e distribuzione comprese. Probabilmente, se va bene, le stampanti 3d occuperanno la loro piccola nicchia senza straripare.
    Servirebbe in realtà, ma anche Grillo e il suo guru Casaleggio in tal senso hanno entusiasmi fondati su idee confuse, un salto di paradigma di maggiore profondità e pregnanza.
    Tanto per indicare cosa intendo suggerisco la lettura di due testi a mio avviso chiarificatori: Luigi Zoja, Storia dell’arroganza -psicologia e limiti dello sviluppo- Moretti & Vitali e, di Mauro Bonaiuti, La grande transizione, Bollati Boringhieri.

    1. Caro Rodolfo, la ringrazio per il suo commento che arricchisce di contenuto il mio articolo. Ha senz’altro ragione, ma quello che mi interessa delle proposte del M5S in generale è l’apertura verso nuovi orizzonti. Anche se le stampanti 3d per ora non funzionano come dovrebbero, il concetto di inviare bit capaci di trasformarsi in atomi presso il fruitore è ad ogni modo un buon presupposto per il progettista. L’atteggiamento verso qualsiasi proposta creativa non è quello del “sì, ma…”, ma quello del “perché no?”. Se un’idea buona al momento non funziona, invece di scartarla è meglio trovare il modo – specialmente da parte di esperti come lei _ di farla funzionare.

  2. Caro Santucci, conoscendo gli abbagli madornali presi dal presidente IBM circa i personal computer o l’effetto avuto sulla Olivetti dal conservatorismo di Valletta, ho sempre grande timore a non essere entusiasta nei confronti di quanto si prospetta come innovazione e progresso. Il dubbio non fa mai male.
    Ho, però, anche la consapevolezza che non tutto va per il verso giusto. Ad esempio la lontana lettura del libro degli economisti Giarini e Loubergé, “La delusione tecnologia”, il cui sottotitolo preveggente recitava: “i rendimenti decrescenti della tecnologia e la crisi della crescita economica”, mi hanno messo in guardia dai facili entusiasmi. Qualche idea su come migliorare la tecnologia 3D e gli artefatti risultanti me la sono fatta, e cerco di tenermi al passo con la ricerca avanzata in corso. Però un conto è il discorso endogeno, riferito alla tecnologia che sta progredendo, un conto è l’approccio olistico ed ecologico, nel senso più scientifico dei termini, che deve giocoforza fare i conti con la finitezza del mondo nel quale anche la tecnologia 3D è posta, con i limiti che dovremmo imporci per non andare oltre e scollinare verso la barbarie e il regresso, sempre in agguato dietro l’angolo.

  3. Caro Santucci, siamo in sintonia, ci pensavo proprio questa mattina, in auto.
    Vede, la stereolitografia, tecnologia delle stampanti 3D, come sa, consiste nel deporre per strati successivi del materiale plastico fuso tramite un raggio laser. In qualche modo è come costruire le casette con il Lego. O costruire le case coi mattoni di fango e paglia, o con i mattoni tradizionali. Con la tecnica edilizia del mattone si sono fatte opere ragguardevoli, ma non come con le costruzioni in cemento armato di Pierluigi Nervi.
    Ottimi oggetti, diversamente non personalizzabili se non a costi impossibili da sostenere, sono le mascherine per ortodonzia, ottenute da una scansione 3D e da una progettazione CAD che sviluppa la sequenza dallo stato di fatto al sorriso perfetto, sorriso per sorriso, persona per persona.
    Piccole cose che non richiedono una struttura particolarmente resistente, fatte con materiale amorfo e incollato strato per strato per fusione superficiale, sono fattibili e concorrenziali per piccole tirature. Non è un fatto di scala: ciò a cui pensavo stamane era proprio la casa citata nel link. È però un fatto tensostrutturale: fare una barca con lo stesso sistema non è altrettanto possibile, le turbine ottenute per asportazione di truciolo da un blocco di metallo offrono resistenze e durabilità senza confronto con quelle immaginifiche di Grillo. Ma, al di la di visioni pessimistiche o ottimistiche -dato che entrambi siamo convinti di essere realisti- ciò che non mi convince è la faciloneria con la quale si pensa di sostituire o ampliare l’attuale sistema di fabbrica con la fabbrica domestica. Cosa che ha il suo fascino e che offre indubbi vantaggi circa la personalizzazione spinta o la logistica delle merci. Ciò che proprio non mi convince è il costo ambientale ed energetico insostenibile, la moltiplicazione dei rifiuti, l’inseguire la perversa vocazione di essere consumatori onnivori senza uscire di casa. Quand’ero ragazzino avevo cercato di capire cosa volesse dire l’acronimo ACME sulle fabbriche, nei cartoni animati della Warner. Forse ora ho compreso: si trattava delle stampanti 3D.
    Un saluto cordiale e grazie per la pazienza e per tutti gli insegnamenti.

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