Autoformazione

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Nelle epoche precedenti si dedicava la prima parte della vita ad apprendere, la maturità a lavorare, la vecchiaia a riposarsi. Nella società attuale tutto si fluidifica, l’apprendimento si estende lungo tutto l’arco della vita, studio e lavoro convivono, la vecchiaia è ancora attiva fino a tarda età.

Ciò che si impara a scuola o all’università dopo qualche anno deve essere rivisto, aggiornato, adattato a nuove esigenze. A scuola ci si prepara ad affrontare i lavori esistenti, non quelli che verranno. Quale scuola prepara a fare l’influencer su Youtube? O lo strapagato campione di videogame? O lo scrum product owner? Fra due anni questi “mestieri” ci saranno ancora? Quando agenti artificiali intelligenti impareranno a fare ciò che ancora sappiamo fare solo noi umani, che cosa fermo di nuovo e di diverso da loro?

La capacità di imparare da soli durante tutta la vita è fondamentale, ed è continuamente messa alla prova da tecnologie che cambiano, nuovi modelli che presentano interfacce tutte diverse, telefoni che fanno foto, macchine fotografiche che fanno film, servizi di sportello che si spostano sulla rete.

L’autoformazione deve diventare un’abitudine quotidiana, come accendere il gas o telefonare. Anche la formazione eterodiretta dipenderà sempre più dalle capacità autoformative che, nello sforzo continuo di aggiornamento, creano in noi nuovi bisogni di conoscenza e di destrezza.

L’autodidatta finora era un competente di serie B rispetto a chi aveva fatto regolari corsi coronati da diplomi da esporre nel proprio studio o da citare nel curriculum. Chi impara da solo oggi non esclude il ricorso a coach, consulenti, corsi e master, ma di base sa fare ricerche sui principali motori, partecipa a comunità di pratica e forum di utenti, usa regolarmente Wikipedia, sa verificare le informazioni che trova confrontandole fra di loro e scegliendo le più attendibili, applica direttamente ciò che apprende a ciò che sta facendo.

Chi produce contenuti o strumenti formativi deve presumere che essi siano usati in autoformazione, e quindi renderli autoesplicanti, usabili, con interfacce intuitive, reperibili e combinabili con altri.