Buzz

abeillesIl termine buzz significa ronzio, vibrazione, brusio, fermento, scalpore, diceria. Si tratta di risonanza continua di bassa intensità, come il mormorio della gente in un luogo pubblico.

Nei social network alcuni argomenti, alcuni post, alcuni video fanno scalpore, se ne parla, si condividono e si segnalano. In molti casi il buzz è spontaneo, come una qualsiasi diceria che si propaga in un ambiente circoscritto, sia esso una piazza, una comunità, un paese, una cerchia virtuale. In altri casi ci sono persone che, studiando i fenomeni emersi, cercano di riproporre post e argomenti con le stesse caratteristiche, sperando di innescare un forte passaparola. Questo è l’approccio del cosiddetto youtuber, ossia di chi posta video in cui egli stesso fa cose rischiose e stravaganti o banali ma intime, o protesta contro qualcuno o qualcosa, o mostra cose alla moda, per avere molti like e molte condivisioni.

Se poi un’azienda vuole utilizzare la risonanza web per lanciare un suo prodotto si parla di buzz marketing, strategia che mira ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni intorno ad un prodotto o un servizio per accrescerne la notorietà e la buona reputazione, dando alle persone motivi per intervenire  con le loro opinioni. Lo scopo è arrivare ad aggregare i contatti e le risonanze in modo che formino uno sciame sempre più consistente, che come lo sciame di api va in giro alla ricerca del miele, si muove nel web e si raccoglie intorno al prodotto, al servizio, alla problematica ad essi relativa.

Il motore del buzz è il passaparola che si diffonde fra gruppi sempre più numerosi. Lo stimolo attivatore è la pubblicazione di qualcosa che crea suspense per un evento o per il lancio di un prodotto, l’invenzione di una controversia capace di agitare le acque e scaldare gli animi dei sostenitori delle tesi diverse, la sensibilizzazione di blogger e personalità influenti nei social media perché si facciano evangelisti o ambassador del prodotto. Questi vanno bene informati sulle caratteristiche e le potenzialità del prodotto, in modo che possano essere convincenti quando ne parlano ai loro seguaci.