Cambiamento: il modello di Kübler-Ross

La psicologa svizzera Elisabeth Kübler Ross nel 1970 ha studiato in particolar modo l’elaborazione del lutto nel suo lavoro con i malati terminali, individuando cinque fasi reattive dell’individuo quando perde una persona cara o gli viene diagnosticata una malattia grave. Le fasi, non necessariamente in quest’ordine, sono le seguenti:

  • negazione/rifiuto (non è possibile!),
  • rabbia (perché proprio a me?),
  • depressione (non sarà più come prima),
  • patteggiamento (salviamo il salvabile),
  • accettazione (mettiamoci l’animo in pace).

Il modello è stato adattato al cambiamento manageriale, per i casi in cui l’individuo o una struttura organizzativa si trovano a subire cambiamenti non decisi da loro, non previsti, non compresi. Alla curva principale che tiene conto delle cinque fasi reattive, si aggiunge la linea piatta di chi fa finta di niente e continua il suo business as usual (si tratta in genere di persone che occupano posizioni privilegiate e protette). Alcuni possono reagire in modo positivo perché vedono nel cambiamento opportunità di miglioramento per sé e per l’azienda, e arriveranno più agevolmente ad integrarsi nella situazione rinnovata (agenti o evangelisti del cambiamento). Altri infine non riescono a integrarsi, o non vogliono farlo (persone poco motivate o prossime alla pensione), e restano nella fase di depressione sfogandosi con sterili lamentele.

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