Discorso narrativo

atlante – comunicazione

Il pensiero narrativo, che si forma fin dall’età di 3 anni e ci accompagna poi per tutta la vita, si esprime con il discorso narrativo, che tutti noi usiamo, anche se con diversi livelli di abilità e di efficacia. Il discorso narrativo è un modo di esprimersi e di comunicare, non per dimostrazioni, argomentazioni, prescrizioni, ma per storie. Se io dico ad un ragazzo che si deve impegnare per raggiungere un obiettivo, e non deve svalutare l’obiettivo se non se la sente di raggiungerlo, uso un discorso argomentativo che parla alla ragione. Se gli racconto la favola della volpe e l’uva uso un discorso narrativo che parla alle emozioni e alla fantasia. Se il ragazzo, dopo aver ascoltato i miei saggi consigli, mi racconta la favola della volpe e l’uva, o di un suo amico che, respinto da una ragazza, ha detto che poi lei non era un gran che, trasforma il mio discorso razionale in un discorso narrativo.

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Che differenza c’è fra discorso narrativo e storytelling? Il discorso narrativo sta a metà fra l’ideazione e la produzione del racconto. Il processo inizia con il pensiero narrativo, si articola nel discorso narrativo, si esprime con lo storytelling che produce l’oggetto narrativo, sia esso orale, scritto, figurato, multimediale.

Il discorso narrativo è un talento che alcuni hanno più di altri. C’è chi sa raccontare le barzellette e chi non sa farlo. C’è chi racconta una storia con ricchezza di particolari, facendo vivere fatti, luoghi, persone, oggetti, e chi si limita ad una concisa esposizione dell’accaduto, o chi al fatto preferisce esprimere il suo commento, la sua valutazione critica.

Prendiamo questi tre tipi di espressione sul tramonto del sole: una notizia meteo, una descrizione, una interpretazione scientifica, un racconto.

  1. “Il sole tramonta alle 19, sereno con qualche nuvola”.
  2. “Il sole si arrossa colorando le nuvole, il cielo diventa viola e compare la timida luce di Venere, accanto ad una fredda falce di luna”.
  3. “La luce del sole, man mano che si avvicina all’orizzonte, assume gradualmente una colorazione più rossastra, per via dell’addensamento dello strato atmosferico che fa scendere la sua temperatura cromatica dai 5600 ai 3800 gradi Kelvin”.
  4. “Il sole tramontava colorando di rosso le nuvole e il cielo. Antonio pensava al primo bacio di Giulia. Era un tramonto come questo, ricco di promesse e di misteri. Appena il sole scomparve con un ultimo bagliore, Antonio provò una fitta al cuore, rivedendo il momento in cui Giulia spariva portata via dal treno”.

Il discorso 1 è l’esposizione di dati di fatto.

Il discorso 2 utilizza il pensiero visivo e sensoriale (rosso, viola, timido, freddo).

Il discorso 3 usa il pensiero paradigmatico (la teoria della temperatura cromatica).

Il discorso 4 ricorre al pensiero narrativo (una storia d’amore, fra sensazioni e ricordi malinconici).

Che cosa differenzia il discorso 4 dagli altri 3? C’è un tempo, presente e passato. Ci sono i personaggi, Antonio e Giulia. C’è una dinamica fra i personaggi: si amano, ma poi una parte. C’è un punto di vista: stiamo guardando il tramonto con gli occhi di Antonio. C’è l’incertezza su ciò che accadrà: si ritroveranno o no?

Nei discorsi 1 e 3 mancano spazio e tempo. Si dice che il sole tramonta e si arrossa, come qualcosa che deve accadere ma non sta accadendo o non è accaduta.

Nel discorso 2 mancano l’azione e i personaggi. E’ come la scena di un teatro senza attori. Si vede bene tutto, ma non succede niente.

Tutti questi discorsi non si escludono, ma possono coesistere nella stessa persona, nello stesso contesto, nello stesso testo. Il giallista ci racconta un delitto, si sofferma a descrivere il luogo del delitto in tutti i suoi particolari, cita il testo del referto della scientifica, commenta sulla violenza dell’accaduto.