Fantasia del miracolo

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E’ una tecnica psicologica di problem solving proposta da Steve de Shazer, psicologo americano che contrappone alla focalizzazione sul problema della scuola di Palo Alto la focalizzazione sulla soluzione.

La tecnica si basa sul “come se” e sulla fantasia. Partendo da un problema concreto e specifico di qualsiasi genere (un prodotto da lanciare, una gara da superare, un colloquio da sostenere, oppure perdere peso, ristrutturare l’ufficio, ecc.), ci si chiede come sarebbero le cose, sempre in modo concreto e specifico, se per incanto il problema fosse risolto. La formula che mette in moto la fantasia è questa:

“Se durante la notte, come per miracolo, il tuo problema svanisse, la mattina, quando ti svegli, da cosa ti accorgeresti che il problema non c’è più? E da cosa se ne accorgerebbero le altre persone che tu non hai più il problema? Il tuo partner, il tuo capo ufficio, i tuoi colleghi, i vicini di casa? Che cosa faresti?”

Fortunato Depero, Il mago, 1919
Fortunato Depero, Il mago, 1919

Se il miracolo sembra troppo astratto, lo si può concretizzare con la figura del mago o della fata, così potenti che possono fare qualsiasi cosa, e quindi risolvere completamente il nostro problema.

La tecnica serve ad aiutare persone troppo intrappolate nel loro problema ad uscirne fuori, a formulare nella loro mente immagini positive e risolutive. Queste immagini poi restano e lavorano nell’inconscio, rappresentano una meta, una via d’uscita, la soluzione sperata. E’ importante insistere sulla componente miracolosa della fantasia, per superare i limiti del buon senso, delle esperienze precedenti, delle proprie inibizioni, delle condizioni esterne. Il mago non ha limiti!

Al consulente serve per capire quale sarebbe la soluzione auspicata dal cliente, e per poterlo aiutare a raggiungerla veramente. In tal modo il consulente non sostituisce la propria soluzione a quella del cliente.

La fantasia del miracolo mostra lo scenario ideale del cliente, non quello del consulente. Focalizzarsi su come si vedono le cose dopo la soluzione del problema aiuta a sostituire un presente indesiderato con un futuro desiderato. Si va oltre gli ostacoli e le difficoltà, per concentrarsi sulle possibilità e sui vantaggi immaginati dal cliente stesso. La tecnica visionaria porta da un mondo problematico in un mondo oltre i problemi, e permette di sperimentare – anche se solo con l’immaginazione – come sarebbe se i problemi che tanto ci affliggono, come per incanto non ci fossero più.

La tecnica è simile alla sfera di cristallo di Milton Erickson. Si può usare a se stante, per stimolare la fantasia positiva di una persona o di un gruppo, oppure combinare con la scala e il come peggiorare. Una buona sequenza è, dopo aver definito il problema, cominciare con il come peggiorare, poi passare al miracolo, e infine alla scala, un percorso a gradini che dalla situazione attuale conduce fino alla situazione desiderata.