Gioco d’aula

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Formatori e consulenti a volte usano il gioco come strumento formativo, in aula e in gruppi di lavoro. La gamification consiste nell’introdurre elementi ludici in attività differenti dal gioco. Il gioco d’aula consiste in un micromondo con le sue regole, una spiegazione di regole e finalità del gioco (briefing), un inizio, uno svolgimento, una fine, un debriefing.

Tipici giochi d’aula sono il brainstorming di Osborne, i Sei Cappelli di De Bono, il Dilemma dei prigionieri, i giochi di ruolo e di simulazione. Si possono usare giochi per la percezione visiva e uditiva, in genere tratti dalla psicologia della forma o gestaltica, per la comunicazione interpersonale, la leadership, il pensiero laterale e la creatività, la capacità di programmare e gestire progetti.

In molti casi la stessa cosa possiamo presentarla come strumento, come modello o procedura, come gioco. Sceglieremo un modo invece di un altro in base al clima e alla composizione dell’aula, al feeling che siamo riusciti a stabilire con i partecipanti, alla mentalità dei committenti, al tipo di azienda per cui stiamo lavorando. Per esempio, prendiamo i Sei Cappelli. Se vogliamo rianimare l’aula e interessarla con qualcosa di diverso dal solito, lo presenteremo come gioco con il tipico uso dei sei cappelli. Se invece ci troviamo in un ambiente molto formale, burocratico, istituzionale, possiamo presentarlo come un metodo di problem solving in cui si parte dall’analisi dei dati e si procede con valutazione di rischi e opportunità, proposta di idee nuove, progettazione degli interventi.

Il gioco va scelto e proposto in base al problema da affrontare. Il docente, l’animatore, il conduttore si chiederanno se serve creare amalgama e spirito di gruppo, individuare un leader, stimolare la competitività. Per ognuna di queste esigenze c’è il gioco adatto.

Una volta scelto il gioco il conduttore può fare un po’ di riscaldamento facendo presentare i giocatori già in forma di gioco, magari con l’uso delle carte creative, e creando il clima rilassato che si adatta al gioco. Il conduttore procede con il briefing per spiegare le finalità e le regole del gioco, e quindi dà inizio al gioco giocato. Al termine del gioco il conduttore farà capire che il gioco è finito e che si torna alla modalità normale. Subito dopo, o anche qualche giorno dopo, si procederà al debriefing, in cui si discuterà insieme con i partecipanti su che cosa utilizzare come esperienza formativa o come risultato utile per il gruppo, e in che modo calare ciò che si è vissuto durante il gioco nella propria vita professionale o personale o nell’organizzazione della propria azienda.

Un discorso a parte va fatto sui giochi da fare all’aperto. A volte sono giochi legati all’ambiente, come gare di rafting nel fiume, o di arrampicata in falesia, altre volte sono gli stessi giochi d’aula che si arricchiscono dall’essere giocati all’aria aperta.