Incapacità

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imagesNel problem solving strategico, quando il cliente non riesce ad applicare una soluzione funzionale che potrebbe ridurre o risolvere il suo problema, potrebbe essere bloccato da qualcosa. E’ utile perciò fargli domande che ci aiutino a capire che tipo di incapacità lo blocca, in modo da aiutarlo a superarla.

Per prima cosa dobbiamo accertare se si tratta di “vorrei ma non posso” o “potrei ma non voglio”. Nel primo caso c’è qualcosa che lo blocca, nel secondo non c’è un blocco, ma un atteggiamento oppositivo che va trattato in altro modo.

Il blocco può dipendere da incapacità strategica (non so che fare), incapacità all’azione (saprei che fare, ma non riesco a farlo), incapacità alla costanza (so che cosa fare e riesco a farlo, ma dopo un po’ torno a comportarmi come prima), incapacità gestionale (so fare e faccio, ma non so gestire le conseguenze di ciò che faccio in modo troppo brusco, troppo ostinato, troppo preciso, troppo timoroso).

Vanno considerate inoltre l’incapacità di sentire (sono di ghiaccio, sono di marmo, non ho empatia, non sono sensibile a questo genere di cose o a questo livello di emozione), l’incapacità di reagire (quando mi trovo in questa situazione, anche se ne sono impressionato, resto paralizzato), e infine l’incapacità di non reagire (quando vedo una cosa del genere non so trattenermi, attacco subito senza riflettere e senza pensare alle conseguenze).

Per ognuna di queste incapacità si possono applicare stratagemmi e strumenti opportuni. Per esempio, per le prime tre incapacità, a chi non sa che fare potremmo chiedere di dirci quali sono state le tentate soluzioni che ha adottato finora e che non hanno risolto il problema, e fargli capire se quelle che ha adottato sono strategie di controllo, di evitamento o di delega. A chi non riesce a fare potremmo prescrivere qualcosa di molto facile al solo scopo di sbloccarlo e di metterlo in moto. A chi non è costante potremmo assegnare compiti distribuiti nel tempo, in modo da sottoporlo a verifica ogni tre mesi e capire perché l’omeostasi lo ha riportato sulle vecchie abitudini. L’incapacità gestionale può essere governata sviluppando il pensiero sistemico e le fantasie peggiorative (come potrei peggiorare la situazione?). Le incapacità di reazione possono essere controllate con il metodo ORGI, che raccomanda di osservare con attenzione ciò che accade, fare un bel respiro prima di reagire a caldo,  giudicare con calma e lucidità che cosa è accaduto e perché, e infine agire.