Innovazione

In senso lato, innovare significa inserire qualcosa di nuovo in un sistema. Il nuovo è qualcosa di giovane, di fresco, di diverso dal solito, di più avanzato rispetto a ciò che c’era prima, anche se spesso le novità sono peggiori delle cose ben collaudate e perfezionate nel tempo.

Si può innovare alterando l’ordine solito per ottenerne uno nuovo, e cioè disponendo gli stessi elementi in successione diversa, secondo gerarchie diverse, secondo aggregazioni diverse. Per esempio, il rapporto fra capo e collaboratore diventa innovativo se il capo si pone come coach che aiuta e non come autorità che controlla.

L’innovazione trova nuove soluzioni a vecchi problemi, o scopre nuovi problemi. I soliti ortaggi si possono coltivare senza terra, con le tecniche idroponiche. Lo smartphone racchiude in uno stesso apparecchio tecnologie che prima erano separate, come l’email e la foto digitale.

Le soluzioni sono innovative se sono utili e creano valore per chi le produce e per chi le usa. Il valore cresce se l’innovazione aumenta la soddisfazione e riduce la complessità per l’utente. Il cambio automatico migliora la guida e la rende più facile.

In ambito industriale e commerciale l’innovazione è l’introduzione di modalità nuove di progettare, produrre o vendere beni o servizi. L’imprenditore deve innovare, deve cogliere le sollecitazioni che giungono dall’esterno o dall’interno dell’impresa, per aprirsi a nuovi mercati, adattandosi alle circostanze, ai mutamenti dell’ambiente, alle nuove tecnologie,n con risposte concrete sempre più sensibili ai bisogni dei clienti.

L’innovazione non è solo lo spuntare di un’idea geniale, è l’evolvere di tutta l’organizzazione che migliora processi e prodotti, marketing e comunicazione. Le novità possono essere sviluppate e prodotte all’interno, o acquistate all’esterno. Spesso conviene acquistare qualcosa di già pronto per ridurre tempi e costi di ricerca e sviluppo, e per ottenere più rapidamente i vantaggi di quella novità.

Le novità per alcuni sono attraenti, per altri sono inquietanti. Quando si introducono bisogna fare un attento lavoro di comunicazione per tranquillizzare tutte le persone che sono interessate ad una certa innovazione.

L’innovazione può essere incrementale se si introducono piccoli e ripetuti miglioramenti di processo o di prodotto, e radicale se si introduce un forte e improvviso cambiamento, come l’introduzione di un nuovo sistema computerizzato.

L’innovazione è di qualità se aumenta il gradimento di clienti interni ed esterni, e in genere degli stakeholder.

La disruptive innovation, o innovazione dirompente, è l’introduzione sul mercato di una novità che distrugge mercati preesistenti o posizioni di preminenza. Per esempio, mentre l’IBM investiva per migliorare i grandi computer, la Apple creava il nuovo mercato dei personal computer, che poi l’IBM ha dovuto riconquistare come inseguitrice e non più come leader.