Insight

Il termine inglese insight, che significa “visione interiore, intuizione”, ha significati diversi a seconda dell’ambito in cui si usa.

Nel problem solving il problema può essere risolto per tentativi successivi di prova ed errore (trial and error), o con un salto laterale, una intuizione immediata che ristruttura il problema (insight). Nel primo caso abbiamo Edison che prova mille tipi di lampadine prima di far funzionare quella giusta, nel secondo c’è l’eureka di Archimede che, galleggiando nell’acqua, trova la chiave per formulare la sua legge fisica.

L’insight è un elemento cardine della creatività, è lo scatto mentale che fa uscire da uno schema mentale e mostra il problema sotto un altro punto di vista. Il lampo creativo è inaspettato e non arriva a comando. Possiamo solo creare le condizioni più favorevoli tenendoci il problema dentro di noi, dormendoci sopra, rilassandoci, pensando ad altro, pronti a cogliere il bagliore, anche se debole.

In psicologia e psicoterapia l’insight è la presa di coscienza della propria limitazione, oppure l’improvviso cambio di prospettive di fronte al proprio limite psichico, favorito da una ristrutturazione del problema da parte del terapeuta o da un salto di paradigma compiuto dal paziente stesso. La ristrutturazione per esempio, nel caso di una persona affetta da agorafobia, può consistere nel prescriverle di camminare all’indietro; se ha paura di procedere, retrocedendo non dovrebbe avere paura. Il momento in cui il paziente si rende conto che comunque è andato avanti e ha superato il suo limite, è l’insight.

Nel marketing il consumer insight indica la comprensione, da parte del venditore o dello stratega di marketing, delle motivazioni profonde che spingono il consumatore a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro, di fronte ad un messaggio, ad una proposta, ad una promessa. Se io capisco perché il mio pubblico si comporta in un certo modo, posso fargli la promessa giusta, se sbaglio la promessa ottengo un risultato opposto a quello che mi interessa.

Per esempio, se una persona ama fare bricolage, preferirà un kit di montaggio rispetto ad un prodotto pronto all’uso, quindi la promessa “non devi fare niente perché è tutto pronto per te” o lo lascia indifferente, o addirittura lo scoraggia o lo delude. Invece è molto convincente per chi non ama armeggiare e vuole la pappa pronta.