IoT

atlante – nuove tecnologie

L’IoT (internet of things) o Internet delle cose è il sistema tecnologico che permette alle machine di comunicare fra di loro, scambiandosi informazioni, dati, istruzioni, feedback.

Le “cose” o “oggetti” sono elementi di qualsiasi genere come apparecchiature, impianti e sistemi, materiali e prodotti tangibili, opere e beni, macchine e attrezzature. Questi oggetti sono dotati di forme di intelligenza che permettono loro di apprendere facendo e acquisendo nuovi dati, di riconoscere altri oggetti, di localizzarli, di interagire con esseri umani, altri oggetti, ambiente esterno. Partendo dai dispositivi connessi in rete solo per acquisire e trasmettere dati, come già era il fax, si arriva a dispositivi in grado di rilevare dati, di selezionarli, di trasmettere solo quelli necessari al progetto nel quale sono coinvolti, di effettuare azioni sulla base delle indicazioni ricevute e di elaborazioni locali. Con l’internet delle cose la rete virtuale Internet è associata ad oggetti reali della vita di tutti i giorni, connessi in fitte reti e diffusi in tutti gli ambienti che necessitano di controllo, automazione e rilevamento.

La filosofia di base dell’IOT è il collegamento di qualsiasi dispositivo con qualsiasi persona, in qualsiasi luogo, per qualsiasi attività, in qualsiasi rete, in qualsiasi momento.
La filosofia di base dell’IOT è il collegamento di qualsiasi dispositivo con qualsiasi persona, in qualsiasi luogo, per qualsiasi attività, in qualsiasi rete, in qualsiasi momento.

Con l’Internet delle cose il mondo elettronico diventa una mappa del mondo reale, dove cose e luoghi hanno una loro identità elettronica codificata con radiofrequenze o con barre e matrici leggibili con telefoni cellulari e simili. Smart objects si usano già in molti processi produttivi, catene logistiche, gestione del traffico, ottimizzazione energetica e ambientale, assistenza remota. Le cose intelligenti e comunicanti possono cambiarci la vita. Un frigorifero si accorgerà che il latte sta per finire, e lo ordinerà direttamente al supermercato che lo consegnerà con un robot. Le scarpe da jogging diranno al programma dietetico quante calorie abbiamo consumato, e il programma dirà al robot da cucina di preparare una pietanza corroborante. L’automobile elettrica a guida automatica saprà quando la batteria va giù e cercherà la colonnina da cui ricaricarsi, e ci porterà in ufficio evitando gli ingorghi comunicati dal gps, mentre noi guardiamo la posta o leggiamo un ebook.

Le cose si rendono riconoscibili e identificabili nella rete internet, e vanno oltre le loro funzioni originarie. Per esempio una telecamera può riprendere una scena con tutti i dati relativi a ora, luogo, condizioni ambientali, e trasmettere il tutto ad un centro di calcolo che elabora i dati e li invia ad una società di ricerche di mercato. L’orologio, oltre a ricordarci gli appuntamenti, può verificare se li stiamo rispettando in base al luogo in cui ci troviamo ad una certa ora.

L’Internet delle cose permette di informatizzare e mettere in rete le “cose”, esattamente come personal computer, pad e smartphone hanno fatto con le persone. Con l’IoT gli oggetti del mondo reale acquistano la capacità di raccogliere, elaborare e scambiare dati e immetterli in reti di computer, per migliorare monitoraggio, controllo e automazione. Gli sviluppi dell’elettronica e della comunicazione wireless abilitano le capacità digitali e di comunicazione in elettrodomestici, telecamere, termostati, sistemi di fabbrica, veicoli, dispositivi indossabili e sanitari e molto altro, sfruttando tecnologie proprietarie e aperte, piattaforme standard, reti Wi-Fi, Bluetooth o ZigBee.

L’IoT è il risultato della convergenza tra sensoristica, elaborazione e comunicazione in rete di apparati digitali specializzati pensati per essere impiegati ovunque serva raccogliere ed elaborare informazioni, automatizzare o integrare il funzionamento di apparati diversi. La quantità sempre crescente di dati da raccogliere viene utilizzata per digitalizzare e automatizzare processi, e va trattata con sistemi di machine learning ed intelligenza artificiale per ottimizzare produzione, manutenzione, distribuzione, magazzino, riduzione di scarti e sprechi, oltre che per rispondere con più precisione a richieste di clienti e utenti che appartengono a nicchie di mercato anche molto ridotte.

Nel settore dei trasporti automobilistici, per esempio, le applicazioni dell’IoT riguardano il controllo remoto della posizione e dello stato di funzionamento dei veicoli, la protezione degli occupanti in caso d’incidente, servizi assicurativi e di noleggio. Le centraline montate sui veicoli commerciali e privati consentono di raccogliere dati utili all’assistenza, all’ottimizzazione del funzionamento del mezzo e, nel lungo termine, al miglioramento costruttivo e della sicurezza. Le capacità di collegamento via rete con i centri servizi permettono di adeguare i premi assicurativi ai chilometri percorsi e allo stile di guida di chi è al volante, rispondendo alle emergenze in modo pronto e automatico. L’Internet delle cose permette di migliorare la gestione delle flotte e la turnazione dei conducenti, e di controllare il rispetto delle norme stradali e le condizioni del traffico, per ottimizzare tempi e affidabilità, ma anche per  creare modelli di business innovativi nel noleggio e nel trasporto in genere.

Gli oggetti connessi permetteranno di ottimizzare in tempo reale processi produttivi e attività economiche riducendo in maniera sensibile l’inquinamento e il consumo di risorse. Per esempio l’illuminazione pubblica con lampade dotate di sensori luminosi e termici potrebbe consumare quasi la metà di energia elettrica. Le coltivazioni potrebbero essere irrigate in modo molto più efficiente se monitorate da una rete di sensori capaci di comunicare al sistema di erogazione dell’acqua il reale fabbisogno delle piante, con i dati relativi alla temperatura, alla stagione, all’umidità del suolo e alle previsioni del tempo.
La possibilità di ottimizzare il consumo di risorse, per esempio segnalando sprechi e guasti, e i flussi di movimentazione di merci e persone, scegliendo i percorsi e i tempi più idonei in base alle condizioni di traffico e al tipo di spostamento, genereranno per gli operatori economici risparmi sensibili e immediatamente misurabili.

nasce-the-home-of-iot-l-internet-delle-cose-made-in-brianza-2Che cosa è possibile collegare alla rete? Di tutto, anche animali (con segnalatori che li localizzano), piante (con sensori che ne controllano l’illuminazione o il fabbisogno di acqua), persone (con pacemaker o altri dispositivi per il controllo da remoto dei parametri biologici). Per essere connesso un oggetto, una “cosa”, deve avere un indirizzo IP per l’identificazione univoca sulla rete, e deve essere capace di scambiare dati in rete senza bisogno dell’intervento umano.

Son tutte rose e fiori? Naturalmente no. Più siamo immersi in reti che sfuggono al nostro controllo, più siamo esposti a minacce alla sicurezza e alla riservatezza della nostra vita privata. Nel mondo dei big data e dell’IoT noi diventiamo sempre più trasparenti per i colossi dell’industria, della finanza, delle amministrazioni pubbliche, che diventano sempre più torbidi e misteriosi. Consenso all’utilizzo dei dati, libertà di scelta e anonimato non sono sempre adeguatamente protetti e rispettati. Malintenzionati o regimi dittatoriali possono spiare la vita privata delle persone introducendosi attraverso telefoni, televisori, elettrodomestici. Criminali elettronici potrebbero sabotare controlli di automobili o di altri impianti, minacciando l’incolumità delle persone.

Infine, l’IoT ha implicazioni etiche per gli oggetti capaci di prendere decisioni. Se un’auto a guida automatica si vede attraversare la strada da un ragazzino che insegue la sua palla che fa? Frena di colpo facendosi tamponare dal veicolo che la segue? Sterza saltando sul marciapiede e investendo i passanti? Investe l’incauto ragazzino? In caso di incidente chi risponde? Il proprietario dell’auto? Il costruttore? Il programmatore dell’automazione?