La leadership distribuita

Atlante

Nelle situazioni di complessità, turbolenza e imprevedibilità, la leadership migliore è quella che si autogoverna, in contrapposizione alla leadership direttiva, procedurale, autoritaria. L’autogoverno parte dall’individuo per estendersi al gruppo e poi a tutta l’organizzazione. Si basa su quattro passi.

1.     Leader di me stesso

Se non sono capace di autogovernarmi, non posso pretendere di governare gli altri. Devo essere preparato, coerente, pronto a prendermi la responsabilità di ciò che dico e faccio, ad affermare i miei principi ma a cambiarli se non sono più funzionali.

2.     Leader dei miei superiori

Come faccio a governare il mio superiore, colui che ha potere su di me? Posso aiutarlo a raggiungere gli obiettivi condivisi, convincerlo che il mio comportamento serve a raggiungere i suoi obiettivi, e che certi suoi comportamenti non sono coerenti con gli obiettivi stessi.

3.     Leader dei miei pari

Come faccio a governare quelli su cui non ho potere? Sono clienti, fornitori, colleghi, stakeholder vari. Con la comunicazione e la persuasione.

4.     Leader dei miei sottoposti

Solo quando sarò capace di compiere i primi tre passi, posso dedicarmi a governare i miei sottoposti, quelli su cui io ho potere. Li aiuterò a raggiungere obiettivi condivisi, li metterò a proprio agio, li responsabilizzerò spingendoli a valutare le conseguenze delle proprie soluzioni ed azioni.

Si genera così un loop virtuoso autogovernatesi, perché se ognuno esercita la sua leadership in tutti e quattro i sensi, essa si diffonde in tutta l’organizzazione.

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