Le Cinque W

Atlante

Bastano cinque domande per comprendere bene la situazione in modo da poterla elaborare e raccontare, o per capire il compito da svolgere e i risultati concreti da produrre.

WHO – CHI – Quali sono i soggetti, gli stakeholder, i protagonisti, i decisori, i clienti, i responsabili?

WHAT – CHE COSA – Che cosa si deve fare, è stato fatto, si deve dare o prendere?

WHEN – QUANDO – Quando è avvenuto o dovrà avvenire l’evento? Si dovrà consegnare oil prodotto o completare il progetto?

WHERE – DOVE – Qual è il territorio, lo spazio, l’ambito in cui ci si muove? Dove siamo, da dove partiamo, dove andiamo? Dove sono gli altri? Dove vanno fatte o consegnate le cose?

WHY – PERCHE’ – Qual è lo scopo, la finalità di ciò che si dice, si fa, si vuole? Che cosa si vuole ottenere?

Queste domande sono molto utili per varie circostanze. Vediamone qualcuna.

Fare un resoconto: Che cosa è successo? Chi c’era? Quando è successo? Dove? Quali sono le cause dell’accaduto?

Fare una previsione o un progetto: Che cosa succederà o si dovrà fare? Chi ne sarà il responsabile e il destinatario? Dove si dovrà agire? Quando scadranno le varie tappe di consegna? Qual è lo scopo, l’obiettivo di ciò che si vuol fare?

Raccogliere un briefing o farsi spiegare un compito da svolgere: Che cosa devo fare? Perché devo farla, con quali finalità e quali vantaggi? Quando devo consegnarla? La scadenza è improrogabile o c’è una certa tolleranza? A chi devo darla? Chi è il responsabile a cui devo fare riferimento? Dove devo consegnare o spedire o agire?

Cambiare lavoro: Che cosa voglio fare di nuovo o di diverso? Perché voglio cambiare, che cosa voglio raggiungere? Dove voglio lavorare, avvicinarmi o andare lontano? A chi posso rivolgermi, chi può aiutarmi? Quando voglio cambiare, entro quanto tempo?

Il metodo è stato proposto negli anni trenta da Harold Lasswell, politologo della Scuola di Chicago, con la sua celebre definizione della comunicazione: « Who says what to whom in what channel with what effect » (Chi dice cosa a chi attraverso quale canale con quale effetto), ma già a fine ottocento, con lo sviluppo del telegrafo, il giornalismo americano sentì il bisogno di dotarsi di un promemoria semplice per costruire rapidamente articoli corretti.

Il metodo era usato fin dall’antichità (Ermagora di Temno, II sec. a.c.) e venne ripreso da vari autori, fra cui Cicerone e San Tommaso d’Aquino. Ecco un prospetto – tratto da Wikipedia – col confronto fra gli otto passi di Tommaso e le doppievu anglosassoni (sono quattro perché San Tommaso non aveva preso in considerazione il “perché”, che invece per noi è interessante per definire obiettivi e significato di ciò che si fa).

Richiedi il poster a info@umbertosantucci.it

 

4 pensieri riguardo “Le Cinque W”

    1. salve, ho visto il suo commento per sbaglio e non ho potuto fare a meno di risponderle, lei dice che questo sito è inutile ma invece a me è stato molto d’aiuto essendo che non avevo ben capito cosa fosse queste 5w e per lavoro avevo bisogno di saperle.

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