Learning agility

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L’agilità di apprendimento è la capacità di “sapere cosa fare quando non si sa cosa fare”. Come? Con un’attitudine mentale pronta a cambiare, ad apprendere sempre cose nuove. Con la propensione a mettersi in gioco, ad accettare le sfide, ad acquisire competenze dall’esperienza propria e di altri magari più bravi di noi, ma anche dalla corretta valutazione critica degli errori. Con la capacità di integrare insieme dati derivanti dalle fonti e dai contesti più diversi per trovare soluzioni innovative e risolutive. Con l’apertura al nuovo che disinnesca le abitudini consolidate e migliora la flessibilità organizzativa e mentale.

La learning agility non è una competenza accademica o tecnica, ma emotiva e attitudinale. Non è nemmeno una sola competenza, è un insieme di tante competenze che permettono di non farsi travolgere dal cambiamento, ma di cavalcarlo trasformandolo in opportunità di crescita personale e professionale. Non si risolve nulla facendo resistenza al cambiamento, perché le cose cambiano comunque; la soluzione è aprirsi a nuovi modi di pensare e non smettere mai di imparare. I compiti manageriali si evolvono, i ruoli hanno confini sempre meno certi. Le soluzioni vincenti del passato potrebbero non funzionare più nel contesto mutato di oggi e di domani. La learning agility è la metacompetenza che aiuta manager, talenti e aziende a rispondere alle sfide di un presente incerto e di un futuro poco prevedibile, a muoversi e prendere decisioni in un sistema che spesso cede alla tentazione di stare fermo ed aspettare. Il manager agile ha il coraggio di continuare ad imparare per affrontare le sfide di oggi e di domani e ottenere risultati validi in ambienti sfidanti.

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Le tre forze portanti dell’agilità di apprendimento sono: learn, unlearn, relearn. Il futurologo Alvin Toffler dice che l’analfabeta del 21° secolo non è chi non sa leggere e scrivere, ma chi non sa imparare, disimparare, reimparare.

Learn è la curiosità, la voglia di capire e di imparare, e si manifesta quando il bambino smonta il giocattolo per vedere com’è fatto.

Unlearn è la maturità della ragione, la flessibilità, l’umiltà e l’apertura che sottopone a critica ciò che si credeva e si sapeva, per fare spazio a nuove conoscenze di livello più evoluto. Avviene quando il bambino non crede più a Babbo Natale, ma capisce che sono i genitori e le persone care a fargli regali proporzionati alle loro risorse e condizioni.

Relearn è la propensione ad imparare in modo diverso ciò che si sapeva. E’ l’anziano che impara a scrivere con il computer, invece di resistere ad esso.

Le cinque chiavi dell’autoapprendimento agile sono:

  1. mental agility, agilità mentale, pensiero critico e curioso che crea connessioni fra idee e concetti apparentemente distanti fra loro, problem solving;
  2. people agility, agilità interpersonale, capacità di interagire e relazionarsi con diversi tipi di persone per superare conflitti e perseguire obiettivi condivisi, comunicazione;
  3. change agility, agilità innovativa, curiosità, attitudine ad accettare il cambiamento, esplorarne le opportunità e fronteggiarne i rischi;
  4. results agility, agilità concreta, motivazione e determinazione nel perseguire i propri obiettivi riciclando precedenti esperienze per ottenere risultati positivi anche in situazioni nuove o impreviste;
  5. self awareness, consapevolezza di sé, delle proprie capacità, dei propri punti di forza e di debolezza.