Narcisismo digitale

atlante – nuove tecnologie

selfieSe usi il web e i social network per fare ricerche, parlare con amici e colleghi, tenerti informato sui temi del giorno, sei una persona normale che per la prima volta nellla storia dell’umanità ha a disposizione una rete che potenzialmente collega con tutto il mondo. Se ti fai un sacco di selfie o di riprese foto e video allo specchio, e le pubblichi ogni giorno sui tuoi spazi web nella spernza di ricevere un buon numero di like, e racconti sul web ciò che fai, dove sei, con chi sei, fino a non accorgerti del tempo che passa, allora potresti essere un narcisista digitale. Narciso era il bellissimo giovane che, quando si vide riflesso in uno stagno, si innamorò della sua immagine e, nel tentativo di baciarla, cadde nello stagno e affogò. Il narcisismo è un patologico amore di sé, che può portare fino all’autodistruzione.

Il narcisista digitale pubblica le immagini di sé che ritiene più belle, e arriva a trasformarsi con ritocchi virtuali o interventi plastici per ricevere più apprezzamenti. Alcuni diventano famosi e seguiti da decine di migliaia o milioni di persone, e ciò porta a fotografarsi in modo sempre più spinto nella speranza di fare maggiore impressione. Alcuni si mostrano in situazioni intime e osé, altri in momenti di rischio, in bilico nel vuoto, e spesso ci rimettono le penne.

Come tutti gli atteggiamenti umani, il narcisismo a piccole dosi può essere positivo, perché porta all’accettazione di sé, ad avere una buona opinione di sé, e costituisce un incentivo a migliorarsi e a presentarsi al meglio, curando il proprio aspetto, la propria buona reputazione, l’opinione favorevole degli altri. Diventa patologico quando sfugge al controllo del soggetto, che diventa prigioniero della propria immagine, ripiegato su se stesso, fino ad evitare gli altri e ad assumere atteggiamenti autodistruttivi.

eco-e-narcisoOvidio nelle Metamorfosi narra il mito di Narciso, e lo sfortunato amore che la ninfa Eco ha per lui. I due sono complementari nel loro destino: Eco può solo riflettere il suono, Narciso può amare solo il suo riflesso.
John William Waterhouse, pittore preraffaellita inglese, nel quadro “Eco e Narciso” (1903, Walker Art Gallery, Liverpool) rappresenta l’incomunicabilità fra i due personaggi, assai simile a quella di due persone che invece di parlare fra di loro si intrattengono ognuna con il suo smartphone.