Outdoor training

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Nell’ambito della formazione esperienziale l’outdoor training è tutto quello che si fa all’aperto, usando come metafora formativa le attività più disparate come giochi di ruolo e war game, gare sportive, avventure di sopravvivenza, regate veliche, arrampicata in falesia o su pareti artificiali, costruzione di zattere o capanne.

Problem walking con un gruppo di manager al Parco dell’Uccellina. Si dispongono le fasi di problem solving lungo il cammino e si arriva alla soluzione alla fine del percorso. Si sta partendo con la definizione del problema.
Problem walking con un gruppo di manager al Parco dell’Uccellina. Si dispongono le fasi di problem solving lungo il cammino e si arriva alla soluzione alla fine del percorso. Si sta partendo con la definizione del problema.

Un intervento di outdoor training può essere limitato a qualche ora o durare qualche giorno, a seconda di ciò che si vuole raggiungere. La durata più lunga in un luogo lontano e insolito è più adatta a realizzare nei partecipanti cambiamenti significativi di mentalità o di comportamenti per quanto riguarda leadership e collaborazione, spirito di squadra, competizione, problem solving, creatività.

Una strategia di outdoor training parte dalla definizione del problema e degli obiettivi, e in base a questi e alle caratteristiche dei partecipanti stabilisce la sede e il tipo di attività che meglio si adattano al cambiamento desiderato. Poi si pianificano gli interventi, il debriefing e i criteri di verifica dei risultati.

L’attività outdoor inizia con qualche gioco di riscaldamento e di amalgama fra i partecipanti, che fanno un giro di presentazioni, esprimono le loro motivazioni e ambizioni e i loro timori. Il conduttore dà loro il briefing con le regole e le finalità del gioco o comunque dell’esperienza da fare. Quindi si formano le squadre nel caso di un gioco di squadra, oppure si dotano gli individui dell’attrezzatura e degli strumenti occorrenti, e si passa a giocare o a fare. Alla fine è importante attivare una seduta di debriefing, in cui i partecipanti, guidati dal conduttore, discutono sul significato di ciò che hanno fatto e sul cambiamento che hanno ottenuto o a cui hanno resistito.

Tornati alla routine quotidiana, anche se lo si fa raramente, andrebbe pianificata una serie di incontri, reali o virtuali, per richiamare l’esperienza vissuta e per controllare quanto le cose apprese siano effettivamente applicate nella vita, nel lavoro, nelle relazioni con gli altri, che cosa lo abbia impedito, se le resistenze sono dovute a se stessi, agli altri, all’ambiente di vita o di lavoro.

L’outdoor può essere usato in modo occasionale e ludico senza nessuna pretesa di cambiamento radicale e strategico o di effettiva soluzione di problemi, ma solo per gratificare dipendenti e rimotivarli con un po’ di team building all’acqua di rose.