Potere di convocazione

atlante – comunicazione

Il potere di convocazione è un concetto elaborato da Piero Trupia, e indica la capacità di una persona, un ente, un evento, un prodotto, di attirare interesse e consenso in un certo numero di persone che possono recarsi in un luogo fisico come un teatro o un negozio, o virtuale come una pagina web o un programma tv, per ascoltare e guardare, applaudire, votare, acquistare. Più numerose sono queste persone, maggiore è il potere di convocazione del soggetto. Alcuni personaggi molto popolari hanno un enorme potere di convocazione, ma anche un soggetto con un potere di convocazione limitato ad una cerchia ristretta può essere interessante se vogliamo trasmettere un messaggio di nicchia. Il potere di convocazione può essere una dote innata, o può essere coltivato aumentando le proprie prestazioni o il proprio rango sociale, o ricorrendo a strategie di comunicazione che facciano uso di priming, ossia del riconoscimento persuasion-top-imageinconsapevole di stimoli a cui si è stati esposti più volte. Per capire chi in un gruppo ha leadership, se uno si avvia e gli altri non si muovono, non ha leadership, se invece lo seguono, è un leader naturale di quel gruppo. Il leader è colui che conduce e che si fa seguire, non perché i seguaci siano costretti, ma perché desiderano seguirlo. La capacità di convocazione è dunque una qualità del leader, tanto più potente quanto maggiore è il numero e la qualità dei follower, sia nel reale che nel virtuale.

In un sistema sociale conviviale il soggetto convocativo sa suscitare l’iniziativa a conversare e cooperare intorno ad un progetto, un’idea, un tema. Sotto questo profilo i social media con le relazioni a rete che vi si intrecciano sono un luogo perfetto  in cui esercitare il potere di convocazione. Le gerarchie sono naturali, non  prescritte; alcuni individui ottengono più rispetto e attenzione di altri e di conseguenza hanno più influenza. Tuttavia non sono stati nominati da una autorità superiore, ma dalla libera approvazione dei partecipanti alla cerchia. Diventano così leader di servizio (servant leader) senza nessun potere di comando o sanzione.

Il potere di convocazione si costituisce nel momento stesso in cui si esercita (l’influencer), mentre altri tipi di potere sono precostituiti (il comandante militare). La convocazione discorsiva viene costruita nell’interazione  e  in cooperazione con il convocato. Il convocatore, a differenza del demagogo, non usa un linguaggio universale e massificante, ma sa interpretare la diversità degli interlocutori che chiama (convoca) a sé. Non stimola, non induce, non prescrive o controlla comportamenti da premiare o punire; suscita iniziativa, attivando il protagonismo dell’interlocutore. Comando, incitamento, manipolazione, seduzione sono atti comunicativi non convocativi, perché prevedono qualcuno che interviene su altri più deboli. L’invito, l’ascolto, la comprensione, la valorizzazione dell’altro sono atti convocativi, perché mirano a costruire insieme la comunità di valori, di conversazioni, di intenzioni.