Smart working: inferno o paradiso?

Il nuovo modo di lavorare, sempre più precario e sbriciolato, sempre più marginale rispetto ai processi produttivi automatizzati, richiede una nuova mentalità, nuove competenze, e pone nuovi problemi ai giovani, ai disoccupati, ai manager e datori di lavoro, agli amministratori e ai governanti. Continua a leggere Smart working: inferno o paradiso?

Luoghi comuni per consulenti e formatori

Nella mia lunga esperienza di formatore e consulente, sono arrivato alla conclusione che potremmo utilizzare un po’ di creatività e le opportunità della crisi mondiale per rivedere i principi che andiamo predicando più o meno vanamente ad aziende refrattarie e preoccupate solo dell’oggi, e che quindi sono diventati poco più o poco meno di luoghi comuni staccati dalla realtà.

Eccone alcuni. Continua a leggere Luoghi comuni per consulenti e formatori

Dittatura sobria e problem solving ambientale

Quando emergono problemi nuovi, occorrono soluzioni diverse da quelle che hanno contribuito a generare e tenere in vita i problemi invece di risolverli o, peggio, nel tentativo di risolverli. I grandi e piccoli cambiamenti ambientali, che vanno dal clima alla sovrapopolazione, dall’energia alla sperequazione sociale, dalla cementificazione alla disoccupazione, possono ancora essere affrontati con le categorie e i metodi del secolo scorso? La democrazia è ancora funzionale di fronte alla minaccia di estinzione del genere umano, o va corretta, integrata, superata? Se sì, perché funziona sempre meno? Se va cambiata, come farlo, a che livello?

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Problem walking: coaching in cammino

Mi è capitato, passeggiando lungo la spiaggia con due imprenditori amici, di chiacchierare del più e del meno, a ruota libera. A un certo punto, un po’ da loro, un po’ da me, sono venute fuori nuove idee imprenditoriali, cambiamenti piccoli o grandi da applicare subito nella propria organizzazione. Una di queste idee, stimolata da Franco Amicucci, è stata proprio proporre un coaching in cammino come processo personalizzato di problem solving: il problem walking. Continua a leggere Problem walking: coaching in cammino

Cappelli e autoinganni per sopravvivere ad un ingorgo autostradale

Il 15 novembre 2012 siamo andati ad Avezzano per la mia visita cardiologica quadrimestrale. Al ritorno, in autostrada Adriatica, siamo incappati in una lunga coda perché era bloccato il tratto da Porto San Giorgio a Porto Sant’Elpidio.

L’uso dei cappelli di De Bono, e la tecnica dell’autoinganno del problem solving strategico, ci hanno aiutato a vivere l’inconveniente nel modo meno sgradevole. Continua a leggere Cappelli e autoinganni per sopravvivere ad un ingorgo autostradale

Problem setting

Spesso quando ci si trova di fronte ad una difficoltà si cerca subito una soluzione. Tuttavia in molti casi la soluzione, invece di eliminare il problema, lo tiene in vita o lo aggrava.

Per non incorrere in soluzioni affrettate, non pertinenti o non efficaci, è bene soffermarsi sulla definizione del problema, ponendosi alcune domande. Continua a leggere Problem setting

PRO di problema

La parola problema viene dal greco pro = avanti e ballo = lancio, getto.

Il prefisso pro è usato in molte parole con vari significati. Deriva dalla radice sanscrita pra, che significa avanti, e si ritrova con lo stesso significato nell’antico umbro pru. Il concetto di avanti si è man mano sviluppato verso quelli di vantaggio, favore, giovamento, utilità, difesa.

Vediamo un po’ di parole singole e famiglie di parole accomunate dal prefisso pro nei suoi vari significati, e rendiamoci conto di come siano più o meno vicine al concetto di “problema”, e cioè a qualcosa che si spinge e ci spinge in avanti, prepara prima le cose, vede e prevede, dichiara e diffonde comunicazioni e risultati, avvantaggia qualcuno.

Pro nel significato di avanti, oltre, verso, davanti

Il problema è qualcosa che ci mettiamo davanti per cambiarla in modo per noi vantaggioso. Progetto, proiettile e proietto sono cose da spingere, da gettare avanti (pro-jacio). Proseguire, procedere e procedura, processo, processione, indicano l’andare avanti. Il provetto (pro-veho) è colui che è andato avanti, l’esperto. Il profano è chi resta davanti al tempio (fanum) perché non è ammesso ad entrare. La procella è una tempesta che corre avanti (pro-cello, corro, da cui celere).

Ciò che si protrae davanti, di fronte è la prora (che diventa prua), una prominenza o protuberanza (pro-tuber) che diventa proboscide (pro = davanti, boskein = pascere). Il prognato ha la mandibola sporgente.

Pro come prima

Il programma è qualcosa di preparato e scritto prima. Proporre, proposito, proposta, sono cose preparate prima e presentate a qualcuno. Progenitore e progenie precedono genitore e gente.

Prosciugare è asciugare prima, da cui prosciutto. I prolegomeni sono una prefazione, come il prologo o la prolusione (pro-ludus) che è una prova prima del gioco, e quindi un discorso introduttivo. La prolessi è un’anticipazione nella disposizione retorica della frase. Il protocollo era un foglio appiccicato su un rotolo (volumen), da cui acquistò il senso di segno o bollo autentico. Il prototipo è un modello da cui discendono prodotti. Il protozoo è alle origini degli esseri viventi.

La provincia per i romani era pro-victa (conquistata prima). La propedeutica è un insegnamento preparatorio. Essere in procinto di è la cintura della toga che i senatori romani si allacciavano davanti per prepararsi a uscire o fare o dire qualcosa.

Vedere, prevedere

Il vedere implica che ci sia qualcosa da vedere davanti a noi.

Abbiamo così provvedere, provvido, provvigione, provvista, tutti costruiti sul vedere avanti, il prudente (pro-videns), il proattivo che anticipa problemi futuri, e prende l’iniziativa di operare cambiamenti migliorativi. Il pronostico e la prognosi prevedono anch’essi la probabilità di eventi futuri.

Il provvisorio è una cosa temporanea, fatta in previsione di sostituirla con una cosa più stabile.

Il prospetto è un grafico, una tabella, o la facciata di un edificio che può essere prospiciente a quella di un altro edificio, la veduta di fronte, che si differenzia dal profilo, una veduta di lato o un disegno della sola linea di contorno. La prospettiva è la rappresentazione di uno spazio. La prosopopea è la personificazione di qualcosa, e in seguito viene a significare gravità affettata, orgoglio, arroganza.

Rimandare

L’avanti implica anche l’idea dello spostare più in là, e quindi di prorogare, protrarre, procrastinare, prolungare, proseguire.

La promessa è un impegno per il futuro, un messaggio mandato avanti (pro-missa). Anche proibire significa spingere avanti, tener lontano.

Dichiarare, diffondere, metter fuori

Un importante significato del prefisso pro è quello dell’esprimere, dello spargere davanti, e quindi fuori.

Proclamare è gridare avanti, promulgare può essere pro-vulgare (divulgare) o pro-mulgere (spremere fuori). Propagare (pro-pangere) è moltiplicare, diffondere, e propaggine è un ramo interrato perché metta radici, e quindi una diramazione. Propalare vuol dire divulgare, diffondere notizie, dal latino medievale pro-palam (da cui palesemente, apertamente). Pronunciare è annunciare al pubblico, proferire (pro-far) è parlare, dire, da cui profeta, professione (promessa, regola, attendere a qualcosa), professionista, professore, professare. La prosa (pro-versus, prorsus) è un discorso piano, diritto. Profondere (pro-fundere) è spandere, spargere con prodigalità, a profusione. Provocare è chiamare fuori, provocante è chi chiama fuori per attirare a sé, provocatorio chi spinge a reagire.

Prolisso è un discorso diluito, sparso davanti; dallo stesso etimo viene prolasso, che indica un rilassamento di tessuti, come le emorroidi o le ernie. In provenire il pro significa “da fuori”. La prosapia è cosa sparsa, disseminata, e poi stirpe, schiatta.

Produrre, produzione, prodotto è metter fuori qualcosa. Pronto (pro-emere) è una cosa messa fuori e resa visibile. Il prosumer è il produttore-consumatore del mondo attuale.

Pro-alo significa faccio crescere, da cui prole, prolifero che produce prole, proletario che possiede soltanto la sua prole.

Procreare significa far nascere, o anche creare prima.

Prodigo (pro-igere o –agere) è l’opposto di avaro, prodigio è pro-agere, ma anche pro-dire.

L’energia compressa prorompe, la bellezza formosa è prorompente. Il propellente spinge avanti con propulsione.

A favore

Prosit! Ti sia favorevole questo brindisi! Buon pro ti faccia!  A che pro? Cui prodest (a chi giova)? Valutiamo il pro e il contro prima di promuovere l’iniziativa. Propugnare è combattere a favore, difendere, sostenere, e il prode (pro-esse) procura vantaggi ed è probo, colui che onestamente prova, ossia riconosce qualcosa per buono, stabilisce la verità di qualcosa, si cimenta (si mette alla prova). Ciò che può esser provato è probabile, verosimile.

Il prodotto viene fuori e genera profitto a favore di chi produce e vende.

E’ protetto chi sta sotto un tetto che gli dà protezione.

Propendere, propenso, proclive è inclinare a favore di qualcuno o qualcosa, ma se si esagera si diventa proni, come davanti all’imperatore.

E’ prònuba la matrona che accompagnava la sposa alle nozze, dove fumi come quello dell’incenso spargono un gradevole profumo. Il prosseneta (pro-xenon) è colui che aiuta lo straniero, il mediatore, il sensale.

Sostituzione, scambio

Pronome, procura, proconsole, stanno al posto di altri. Promiscuo viene da pro=invece e miscere=mischiare, il qui pro quo è uno scambio o uno sbaglio spesso comico, il proverbio sta al posto di un discorso più ampio.

Procace invece non c’entra niente con pro, perché viene da prach = pregare, ed è chi chiede. Lo stesso etimo hanno procacciare, fornire ciò che serve, e procaccia, che chiede un magro compenso per fare il portalettere nel villaggio.

Proprio, prossimo e prossemica non hanno a che fare con pro, ma con prope = vicino, presso