Che ci faccio col computer

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Per molti anziani il computer rappresenta qualcosa di nuovo, di estraneo, di cui possono fare a meno come hanno fatto finora. Alcuni anziani dicono: “Ormai non ho più impegni di lavoro, necessità di scrivere e comunicare, quindi non saprei proprio a che cosa potrebbe servirmi un computer”.

La creazione di Adamo di Michelangelo nella mia rielaborazione diventa Adamo che crea Dio nel suo monitor

Molti hanno paura di addentrarsi in un mondo diverso, sconosciuto, infido. La macchina e la tecnologia si ergono come realtà aliene e minacciose, a sovvertire e complicare vecchie abitudini. Se poi la macchina è pensante, la sua presenza è ancora più inquietante.

Le nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione invece sono un potente strumento per chi, come l’anziano, possiede un grande patrimonio di esperienze, idee, ricordi, relazioni. Un patrimonio che se lasciato lì rischia di impolverarsi e limitarsi ad alcuni ricordi simili a vecchi oggetti di una soffitta. Se invece è coltivato come un bel giardino cresce e fiorisce con nuove relazioni.

Un amico pensionato che usa con grande confidenza il computer e il web si sta divertendo a ricostruire l’albero genealogico della sua famiglia, e per farlo ha ricucito rapporti con parenti più o meno lontani e spersi per il mondo, con cui si scrivono condividendo notizie, foto, emozioni, e ogni tanto si incontrano in occasione di ricorrenze come ottantesimi compleanni di un membro del parentado. Lo stesso appartiene a reti virtuali di controinformazione, con cui ci si scambiano opinioni sulla politica e la società.

Le reti e le comunità virtuali spesso azzerano la differenza di età, anzi una persona anziana è più apprezzata perché ha un patrimonio maggiore di idee da condividere.

Avere a che fare con un computer significa partecipare ad un mondo che evolve e che cambia, e quindi mettersi continuamente in discussione, imparare cose nuove, programmi diversi, familiarizzarsi con interfacce più evolute, risolvere continuamente problemi.

Tutto ciò potrebbe sembrare terribile a persone che hanno lavorato tutta la vita e che ora vorrebbero finalmente riposarsi. Ma il cervello è un organismo come tutti gli altri, che ha bisogno di essere impegnato in continua attività, stimolato da nuove sfide, altrimenti si intorpidisce. E il vero invecchiamento è proprio l’intorpidimento cerebrale.

Intelligenza, memoria, ragionamento, capacità di individuare e risolvere problemi, si sviluppano enormemente con l’uso continuo di un computer.

Questo se lo usiamo da soli, scollegati dalla rete. Se ivnece lo usiamo con altre persone, familiari, nipotini, amici, possiamo condividere problemi e soluzioni. Se poi ci colleghiamo con internet, in qualunque momento siamo collegati con tutto il mondo, e possiamo fare ricerche, trovare vecchi amici e colleghi, antichi ricordi, nuove proposte. E in qualunque momento ci troviamo insieme con tanti amici che ci fanno sentire vivi, interessanti, unici.

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

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