Comunicazione

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Nel problem solving strategico la comunicazione è la relazione che si stabilisce fra due o più persone implicate nel problema. Bateson e Watzlawick dicono che molti problemi fra le persone, da una normale incomprensione fino alla schizofrenia, non sono altro che problemi di comunicazione fra sé, gli altri, il mondo in cui si vive.

Anziani e comunicazione

Molti anziani reagiscono male al cambiamento che fatalmente avviene intorno a loro, e finiscono col pensare che ormai il mondo in cui vivono sia incomprensibile e alieno. DI conseguenza si chiudono in se stessi e si mostrano meno disponibili a capire gli altri, necessariamente più giovani e appartenenti a quel mondo che non capiscono più.

Oppure si chiudono ancora nel loro mondo, e parlano solo dei loro acciacchi e dei bei tempi andati, diventando noiosi.

In ambedue i casi vengono emarginati.

Inoltre oggi l’anziano non è più il venerato depositario di saggezza e di ricordi, perché i giovani sono più attratti dalle ultime mode, anche se spesso non sono altro che riciclaggio di vecchie cose. La logica perversa del consumo porta a creare e bruciare continuamente nuovi miti e nuovi modelli, e spesso l’anziano arranca nel comprenderli. Se segue le mode diventa patetico, se le disprezza viene a sua volta disprezzato.

La comunicazione apre alla comprensione degli altri e alla spiegazione di sé, affina l’arte dell’ascolto, restituisce all’anziano il suo ruolo tradizionale di narratore di storie, ne utilizza al meglio il patrimonio di esperienza.

Ma al tempo stesso abitua l’anziano a dialogare più e meglio con interlocutori sempre più giovani, e lo apre ad una migliore comprensione del presente e del futuro.

Gli assiomi della comunicazione

Paul Watzlawick ha sintetizzato le sue ricerche presso il MRI di Palo Alto in alcuni concetti chiave che sono diventati veri e propri assiomi della comunicazione umana. Eccoli.

E’ impossibile non comunicare

Anche se stiamo zitti, non guardiamo nessuno e leggiamo il giornale, stiamo comunicando che non vogliamo parlare con i presenti, e stiamo invitandoli a lasciarci in pace. Ad essi è impossibile non rispondere al nostro atteggiamento. Magari ci lanceranno un’occhiata sospettosa…

La comunicazione ha un contenuto e una relazione

Il contenuto è ciò che dico, la relazione è come lo dico. Posso dire “ti amo” in modo appassionato o distratto. E’ proprio la relazione che dà un senso al contenuto, che fa capire come quel messaggio può essere considerato.

La relazione dipende dalla punteggiatura

La punteggiatura è il modo con cui viene scandita una sequenza di messaggi, sia all’interno di un messaggio, sia nell’insieme dei messaggi, ognuno dei quali è una risposta o una reazione al messaggio precedente. La punteggiatura considera anche l’inizio e la fine di una relazione di comunicazione.

La sequenza comunicativa è simmetrica o complementare

In una sequenza simmetrica due persone si comportano nello stesso modo (occhio per occhio, dente per dente). In una sequenza complementare c’è un dominante e un dominato, un carnefice e una vittima. Se si insiste nella stessa modalità si genera una escalation distruttiva (il conflitto arabo/israeliano, o un rapporto sado/maso). In una relazione sana si passa dall’una all’altra, rispondendo per le rime o dando ragione all’interlocutore secondo buon senso.

Si comunica alla ragione e alle emozioni

Il linguaggio può essere analogico (simile a ciò che significa, come una fotografia o un film) o digitale (fatto di segni convenzionali come parole e numeri). Il primo parla alle emozioni e alle zone profonde del cervello, e non ammette negazioni. Il secondo parla alla ragione, alla corteccia cerebrale. Il primo è più efficace, il secondo è più preciso. I due linguaggi possono rinforzarsi o smentirsi a vicenda, come quando dico “no, non mi sto annoiando” con una faccia annoiata e reprimendo a stento uno sbadiglio.

Ogni comunicazione comincia dall’ascolto

Proprio per l’importanza della relazione e del linguaggio analogico è fondamentale ascoltare bene l’interlocutore prima di parlare, fare qualche domanda invece di lanciarsi subito nelle proprie affermazioni, capire chi si ha davanti non solo per ciò che dice, ma per come si muove, come gesticola, che faccia fa mentre parla. Solo dopo essermi sintonizzato con chi ho davanti posso entrarci in comunicazione.

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

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