Grafico a dispersione

Il grafico a dispersione o scatter graph visualizza su uno spazio cartesiano il modo in cui agiscono due o più variabili su un insieme di elementi. La coppia di coordinate xy individua un punto sul quadrante cartesiano, e l’insieme di punti mostra il comportamento del fenomeno studiato.

Il grafico serve a mostrare l’effetto di relazioni non lineari tra variabili, e  quanto una variabile è influenzata da un’altra. Si può usare come strumento di controllo di qualità, di previsione, di analisi di marketing o per altri problemi di statistica.

Per realizzare un grafico a dispersione bisogna raccogliere gli elementi da inserire nell’insieme da valutare, misurarne le variabili con scale metriche, assegnare le variabili agli assi delle ascisse e delle ordinate, e infine inserire e visualizzare i dati.

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L’insieme della popolazione si disporrà nello spazio del grafico assumendo varie forme. Se lo sciame tende verso l’alto, abbiamo una correlazione positiva, nel senso che conferma le nostre previsioni o soddisfa i nostri desideri. Se tende verso il basso, la correlazione è negativa, perché smentisce le previsioni. Se gli individui si dispongono in modo casuale e del tutto disperso, significa che fra le due variabili non c’è relazione.

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Per esempio, se alla X assegniamo la temperatura ambientale, e alla Y la vendita di gelati, possiamo vedere in che modo e su quanti individui l’aumento del caldo li spinge a consumare un gelato. Nell’insieme si possono verificare assembramenti o cluster che indicano in quella zona una maggior dipendenza di una variabile dall’altra. La media fra tutti gli individui si rappresenta con una linea chiamata “regressione lineare”. Gli individui che si discostano dalla media rappresentano anomalie, in quanto sono più o meno resistenti all’influenza della variabile Y.

Si può inserire il colore come ulteriore variabile con valore qualitativo (bambini, giovani, adulti, anziani) o quantitativo (da 1 a 90 anni).

dispers_bolleI punti possono assumere dimensioni diverse a seconda della loro rilevanza (quantità, volumi, fatturato, ecc.). In tal caso il grafico a dispersione diventa un grafico a bolle.