Il kaizen

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Il kaizen è una metodologia di miglioramento continuo, che va dalla persona singola all’intera struttura organizzativa. E’ stato adottato dalla Toyota negli anni ’50, partendo da metodi occidentali, come le teorie di Deming, quindi è qualcosa che può essere adottato ovunque, non solo presso i giapponesi. Si può riassumere nella frase: “fare le cose nel modo in cui andrebbero fatte”.

Per creare un’atmosfera di miglioramento continuo occorre cambiare il proprio punto di vista e il modo di pensare per fare qualcosa di meglio rispetto a quello che già si fa. La base è incoraggiare le persone ad apportare ogni giorno piccoli cambiamenti nella loro area di lavoro. Se tutti si impegnano a fare la loro parte, tanti piccoli cambiamenti nel tempo producono un miglioramento significativo. Si fa attenzione ai dettagli, cercando di migliorare l’esistente più che investire su cambiamenti drastici decisi dall’alto. “L’energia viene dal basso”: il management deve solo offrire supporto e incoraggiare, tutto il resto lo fa chi lavora direttamente sul prodotto.

Per migliorare si parte dalla riduzione degli sprechi, ossia di tutto ciò che non produce valore, tutte le attività che il cliente non è disposto a pagare.

Il grafico rappresenta la curva di crescita continua del kaizen, e le aree di competenza dei singoli, dei gruppi, dei circoli di qualità (corcnice rossa = spinta dal basso) e del management (cornice verde = organizzazione flussi produttivi, autonomazione come facoltà riconosciuta al singolo di fermare il processo se riscontra un difetto o uno spreco.

Spesso si pensa al risultato finale, un obiettivo importante da raggiungere per poi riposarsi. Ma i grandi obiettivi sono difficili e scoraggianti. Un piccolo passo si può fare subito: costa poco, è alla portata di tutti, ma innesca un processo di cambiamento che se continua pian piano porterà verso l’obiettivo lontano.

L’essenza del kaizen è migliorare e mantenere. Se si mantiene senza migliorare, tutto resta come prima. Se si migliora senza mantenere, tutto torna come prima.

Il kaizen si basa su cinque elementi e tre fattori chiave.

I 5 elementi

  1. lavoro di squadra
  2. disciplina personale
  3. senso morale
  4. circoli di qualità
  5. suggerimenti per migliorare

I 3 fattori chiave

Eliminazione deì 7 muda o sprechi

  1. difetti: il cliente rifiuta il prodotto
  2. sovrapproduzione di beni non richiesti
  3. trasporti: beni che viaggiano sono costi non richiesti dai clienti
  4. movimenti: i trasporti riguardano i prodotti, i movimenti riguardano persone e macchine
  5. attese: processi e capitali fermi
  6. scorte: capitali fermi che non hanno ancora prodotto guadagno
  7. processi inutili: procedure, risorse, qualifiche degli operatori tutte superiori a ciò che serve, funzioni non richieste

Struttura a 5 Esse

  1. seiri = sort, scegliere e separare, ordine
  2. seiton = set in order, sistemare e organizzare, buona condotta
  3. seison = shine, controllo di ordine e pulizia
  4. seiketsu = standardize, standardizzare i miglioramenti, pulizia abitudinaria
  5. shitsule = sustain, sostenere nel tempo, disciplina

Normalizzazione

Rendere normale e acquisito ciò che è stato cambiato e migliorato.

Vedi anche:

kanban, 5 esse, 7 sprechi, vedere per migliorare, cambiamento continuo e radicale.

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

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