Il problema della storia e la storia del problema

probl_iconProblemi in cerca di storie o storie in cerca di problemi? Ambedue le cose, nell’incontro fra storytelling e problem solving, per saper raccontare i problemi in modo chiaro e convincente, per saper estrarre dalle storie i problemi che le mettono in moto.

probl_storiaOgni storia ha un problema che ne costituisce il nucleo dinamico. Può trattarsi di un solo problema (Orfeo vuole riportare in vita Euridice), o di un problema principale che ne contiene altri (Renzo e Lucia vogliono sposarsi, Don Rodrigo vuole impedirlo, poi scoppia la peste, subentra l’Innominato, la monaca di Monza si inserisce con i suoi problemi, e così via), o di un insieme di problemi l’uno dopo l’altro (Gente di Dublino di Joyce), o dello stesso problema narrato più volte da punti di vista diversi (Così è se vi pare di Pirandello o Rashomon di Kurosawa).

Specialmente nelle serie narrative, siano esse saghe di romanzi o serie tv, gli autori non hanno molto interesse a far sì che i personaggi risolvano i loro problemi, ma che li tengano in vita per andare avanti con la serie. Tuttavia, se il lettore si accorge che il problema è tirato avanti senza barlumi di soluzione, per lui diventa noioso.

I problemi dunque sono interessanti se si muovono in qualche modo verso una soluzione, anche se sbagliata o controproducente. Diventano noiosi o poco interessanti se non si intravvede nessuna soluzione possibile, o nessun tentativo di soluzione da parte dei soggetti coinvolti o di chi ha potere su di loro.

Il racconto del problema è avvincente se il fruitore si riconosce con un personaggio o una situazione, o se in qualche modo partecipa al processo risolutivo. La storia non è interessante se siamo indifferenti alla rovina o alla salvezza del protagonista, o se costui non corre nessun rischio.

Sia come consumatori, sia come produttori di storie, possiamo allenarci ad estrarre dalle storie i relativi problemi.

Ogni problema ha una storia, o anche più storie, a seconda della complessità del problema, e più modi di narrare lo stesso problema, a seconda dei pubblici a cui ci rivolgiamo.

Trasformare in racconto un problema è utile sia al coach che aiuta il proprietario del problema a individuarlo, definirlo e attivare il processo risolutivo, sia al proprietario del problema che vuole renderne partecipe un collega, un fornitore, un cliente, un consulente, un finanziatore, un giornalista.

La storia del problema risponde a queste domande:

  • come nasce il problema?
  • come si sviluppa?
  • che cosa fanno i protagonisti per affrontarlo e risolverlo?
  • quali soluzioni sono applicate e come?
  • che cosa può succedere dopo?
  • come viene effettuata la manutenzione della soluzione?

Lo sviluppo narrativo di un problema parte dagli antefatti che comprendono la descrizione delle condizioni e la raccolta dei dati.

Segue l’evento di soglia attraverso cui si esce dalla realtà ordinaria e si entra nel mondo del problema, dando inizio all’avventura, dal disagio alla ricerca del modo per uscirne.

Quindi si definiscono il problema o i problemi, mettendoli in relazione con i personaggi e con il contesto. La definizione dei problemi comprende quella delle soluzioni desiderate o degli obiettivi da raggiungere o di come dovrebbe essere la situazione a problema risolto.

A questo punto si giunge alla narrazione delle soluzioni che finora hanno condotto allo stato attuale del problema, e alle soluzioni che si continua ad adottare, ma che tengono in vita il problema o lo aggravano invece di risolverlo o eliminarlo.

Il proprietario del problema è come un romanziere o come lo stesso protagonista del romanzo, che è arrivato ad un certo punto della storia (la situazione presente) e da ora in poi ha il potere di continuarla in un modo o nell’altro. Sta a lui continuare in modo positivo, applicando cambiamenti che portano verso uno sviluppo diverso, ossia verso la soluzione e non l’aggravamento del problema.

Anche l’analisi delle decisioni sulle soluzioni da applicare va fatta raccontandosi come sarebbero le conseguenze di ogni decisione.

Infine l’applicazione delle soluzioni ispira storie diverse dalle precedenti, storie di cambiamenti e resistenze al cambiamento.

L’esercizio per il problem solver che vuole diventare storyteller è raccontare i problemi o le varie fasi del processo risolutivo come storie.

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

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