Limiti da superare

fit ageing, la mente, psicosoluzioni

Quando si è piccoli ci si sente limitati di fronte ai grandi. Crescere significa superare man mano quei limiti, diventare forti e abili, imparare tante cose.

Nell’età matura abbiamo imparato a fare le cose che ci riescono meglio. Abbiamo ancora i nostri limiti, ma a meno che non siano fortemente invalidanti (fobie, ossessioni, compulsioni) riusciamo a conviverci serenamente, magari facendoci aiutare da persone care, amici e collaboratori.

Quando diventiamo anziani dobbiamo cominciare a fare i conti con nuovi limiti, o con vecchi limiti che si accentuano. Non riusciamo più a correre come prima, o a sollevare pesi, o a sopportare carichi di lavoro. La memoria a volte fa cilecca, diventiamo presbiti. Non proviamo più desiderio sessuale. Man mano che prendiamo atto di questi limiti siamo sopraffatti da un senso di frustrazione che ci fa rimpiangere i bei tempi andati.

Che fare? Subire i nuovi limiti o cercare di osservarli e gestirli in qualche modo? Il nostro modello di terza età è attento e attivo, non subisce, governa.

Limti fisici e mentali

I limiti, nuovi o vecchi che siano, possono essere limiti fisici, come la presbiopia, o mentali, come la paura di guidare di notte.

Sono oggettivi, come il colesterolo nocivo che risulta dalle analisi, o soggettivi, come l’idea che ad una certa età non si possa andare in moto.

Possono essere imposti dall’esterno, come per certe cardiopatie la proibizione di superare una certa altitudine, o creati da noi stessi, tutte le volte che ci diciamo: “alla mia età non posso più fare questo e quello”.

Nel caso di limiti oggettivi imposti dall’esterno non possiamo fare altro che accettarli, e vedere tutto quello che possiamo fare all’interno di essi, invece di frustrarci a rimpiangere ciò che non possiamo fare all’esterno di essi. Prendiamo l’altitudine. Se il medico ci dice che non possiamo superare i 1200 metri, e comunque amiamo la montagna, abbiamo due possibilità: rammaricarci e sentirci vecchi esclusi dalla gioia di una bella passeggiata fra i monti, oppure prendere un atlante, e vedere tutte le montagne che ci sono al di sotto dei 1200 m. Scopriremo così che possiamo andare in cima al Vesuvio, o sul Carso, o in tutta la Provenza.

Nel caso di limiti mentali autocreati, possiamo chiederci se è veramente così. I nostri coetanei sono altrettanto limitati? Perché non lo sono? Che fanno? Che cosa hanno di diverso da noi? Se sapevamo fare qualcosa che non riusciamo più a fare, possiamo provare, allenandoci, a riconquistare quel livello? Possiamo migliorarlo ancora, magari perdendo un po’ di peso?

Come riconoscerli, come superarli, come gestirli

Come ci insegna Giorgio Nardone, possiamo ridurre i nostri limiti a sei tipi di incapacità.

Incapacità strategica = di fronte a certe situazioni, non so che fare, o faccio cose sbagliate.

Incapacità all’azione = saprei che cosa fare, ma non riesco a farlo per qualche blocco che me lo impedisce.

Incapacità alla costanza = So che cosa fare e riesco a farlo, ma dopo un po’ torno come prima (questa è la tipica causa del fallimento di molte diete dimagranti).

Incapacità gestionale = non so gestire le conseguenze di ciò che faccio (è il famoso elefante nella cristalliera).

Incapacità di sentire = sono di ghiaccio, non ho sensibilità emotiva, non capisco certe situazioni.

Incapacità di reagire = mi accorgo di ciò che succede intorno a me, ma sono paralizzato, non rispondo, non reagisco.

Incapacità di non reagire = attacco subito, non so aspettare per vedere meglio com’è la situazione.

Non sempre riusciamo a vincere i nostri limiti da soli. Spesso dobbiamo farci aiutare da qualche esperto, che può essere un allenatore sportivo o un consulente, fino ad uno psicoterapeuta, nel caso di limiti invalidanti). L’uso di stratagemmi ci aiuta a superare i limiti.

Le ristrutturazioni sono molto utili per considerare i limiti non come ostacoli, ma come opportunità per impegnarsi in nuove imprese. Per esempio si può ristrutturare il limite dei 1200 m. di altitudine cambiandolo da una barriera oltre la quale ci sono tutte le montagne proibite ad un recinto entro cui ci sono tutte le montagne permesse.

Anche la ristrutturazione si può fare da soli, come autoinganno positivo, o ci si può far aiutare da qualcuno che sia capace di spostare di poco il punto di vista da cui guardavamo il nostro limite.

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

2 pensieri riguardo “Limiti da superare”

  1. Bellissimo articolo Umberto !!

    Mi piacerebbe sapere di più di come applicare il problem solving strategico sui nostri limiti !!

    Grazie

    1. Ovviamente bisogna mettere a fuoco i limiti e perché li consideri tali. Ossia, se voglio giocare a basket la statura di m 1,70 è un limite, se voglio giocare a bocce o andare in bici non lo è.

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