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L’obiettivo SMART


Target o goal sono gli obiettivi di molti giochi in cui bisogna conquistare qualcosa (rubabandiera, buskashi), raggiungere una meta (rugby, gioco dell’oca), colpire un bersaglio (tiro a segno, golf, calcio), arrivare in una casa (baseball). Tutti questi obiettivi sono concreti, ben definiti, misurabili. Anche nel management il raggiungimento degli obiettivi è lo scopo per cui si fanno le cose, e il modo di verificare che le cose siano fatte. Ma, come nei giochi, l’obiettivo per funzionare deve essere ben definito. Per farlo, serviamoci dell’acronimo SMART.

Un acronimo fortunato
Un progetto o un processo in cui non siano ben definiti gli obiettivi è poco funzionale. Per controllare che un obiettivo sia ben definito si raccomanda di usare l’acronimo SMART, che significa “elegante, brillante” e si forma con le iniziali di cinque caratteristiche fondamentali di un obiettivo. Se un obiettivo non è SMART, diventa un proposito, uno scopo, una meta, una tendenza, una intenzione, un desiderio. Qualcosa di astratto e generico, di fronte a qualcosa di concreto e specifico.

Anche se l’origine dell’acronimo può risalire agli anni ’60 del secolo scorso, lo si trova in forma esplicita in Blanchard (Leadership and the One Minute Manager, 1985).

La fortuna dell’acronimo dipende dal fatto che è semplice e pratico, potente e preciso. Con una parola che evoca comportamenti vincenti aiuta a ricordare le cinque qualità che definiscono un obiettivo. Il cinque è un numero molto forte, perché cinque sono le dita della mano, le righe del pentagramma musicale, i continenti, gli oceani.
Ma come tutti i forti riduttori di complessità, si presta a varie interpretazioni, estensioni, varianti.

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Che significa veramente SMART?

Le varie interpretazioni

Poiché si tratta di uno strumento semplice e “aperto”, ognuno lo interpreta a modo suo.
Per metterci un po’ di ordine, vediamo alcune interpretazioni accumulatesi nel tempo in ambiente anglosassone, e alcuni adattamenti italiani.

SMART

S – 
Specific
, stimulating, sincere, simple, stretching, succinct, straight forward, self owned, self managed, self controlled, significant, strategic, sensible.

Specifico, sfidante, stimolante, significativo

M –
Measurable
, motivating, manageable, meaningful, magical, magnetic, maintainable, mapped to goals.

Misurabile.

A –
Achievable, assignable
, appropriate, audacious, actionable, attainable, ambitious, aspirational, accepted, acceptable, aligned, accountable, agreed, adapted, as-if-now, adjustable, adaptable.

Accettabile, accettato, accordato.

R –
Realistic, relevant
, resourced, results orientated, rewarding, recorded, reviewable, robust.
Raggiungibile, realistico.

T –
time
 bound, – limited, – driven, – constrained, – related, – phased, – sensitive, – specific, – stamped, – lined; trackable, traceable;timed/timely.

Tempificato.

SMARTER

Nel 2000 si è pensato di mirare ad obiettivi ancor più brillanti, trasformando SMART in SMARTER, da usare quando alle caratteristiche tecniche si vuole aggiungere motivazione, empowerment, focus sulla persona, etica. In questo caso le caratteristiche diventano sette, dove anche il sette è un numero magico (sette virtù, sette vizi, settimana, sette nani, sette camicie).

E – 
Encompassing, empowering, extending, exciting, evaluated, engaging, energising, ethical, enjoyable.
Etico, energizzante, eccitante.

R –
Reviewed, rewarding, recorded, realistic, relevant, resourced, research based.

Ragguardevole, ricercatore, risorse, rilevante, raccontabile/raccontato.

Le interpretazioni della seconda R possono andare a completare quelle della prima R, come nella tabella che segue.

Combinazioni SMARTER

Specific
 Specifico
Measurable Misurabile, quantificabile
Agreed Accettato, gradito, condiviso
Realistic Realistico, raggiungibile
Time-Bound Tempificato, pianificato
Evaluated Valorizzato
Reviewed Verificato

 

Strategic
Strategico
Meaningful  Significativo
Attainable  Raggiungibile
Rewarding  Premiante,soddisfacente
Team-Building  Aggregante, che fa squadra
Empowering  Responsabilizzante
Recorded  Documentato

 

SMARTEST
Mirco Gasparotto propone di superare lo smarter con lo smartest: il più brillante, sveglio, intelligente. Ecco il suo acronimo:

Specifico
Misurato
Azione
Realistico
Tempo
Emozionante
Scritto
Tuo

Le estensioni e variazioni

Oltre allo SMARTER si trovano variazioni come SMARTIE, SMAART, e altre che complicano inutilmente le cose.
Un acronimo carino per obiettivi di teamworking è GREAT: goals, roles, expectations, accountabilities/abilities, timing (traguardi, ruoli, aspettative, responsabilità/competenze, tempi).

Qual è quella giusta?

Dunque, ognuno fa come vuole? In teoria sì. In pratica sarebbe bene combinare qualità differenti, non ridondanti: se per la S abbiamo scelto stimolante, non serve sciogliere la R come rilevante.
Io ho scelto questa interpretazione, che oltre ad essere piuttosto completa rispetta le iniziali italiane e inglesi:

Specifico – specific
Misurabile – measurable
Accettato – agreed, achievable
Raggiungibile – realistic
Tempificato – timed

Ad ogni modo è l’acronimo che deve servire a noi, per cui possiamo scioglierlo in un modo o nell’altro a seconda delle situazioni in cui ci troviamo e del concetto su cui vogliamo focalizzare. Per esempio S = significativo, sfidante, oppure specifico. Se il team che deve raggiungere l’obiettivo tende all’astrattezza e alla genericità, punteremo sullo specifico. Se invece ha bisogno di motivazione, punteremo sul significativo e lo sfidante.

Comunque…
Se non è SMART non è un obiettivo. Se manca anche una sola delle cinque qualità, l’obiettivo torna nel limbo delle intenzioni, dei desideri, delle aspirazioni: tutte cose belle, che però non implicano l’azione. Dalla finestra del mio albergo posso contemplare la montagna davanti a me, pensare di vagare fra boschi e valli, o sognare di andare in vetta. Ma per raggiungere la vetta devo sceglierla, uscire, imboccare il sentiero giusto, e un passo dopo l’altro ridurre la distanza che mi separa dalla vetta.

CLICCA QUI per una buona trattazione sugli obiettivi SMART.

 

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

15 pensieri riguardo “L’obiettivo SMART”

  1. Grazie Umberto della condivisione [sharing visto il taglio dell’articolo].
    Molto utile avere chiari certi concetti ed interpretazioni che sono oramai di uso comune ma magari appunto nella loro eccezione più “comune”.
    Leggo sempre volentieri il tuo blog.
    A presto.
    Enrico

  2. Ciao Umberto,
    contributo esaustivo e molto utile sia in aula sia nella mia attività di business coach… ne farò uso come spunto per stimolare approfondimenti riflessivi sul tema della focalizzazione degli obiettivi.
    Grazie e buona settimana.

    Teresella Consonni

  3. E’ da tempo che rifletto sugli obiettivi da raggiungere. La conclusione a cui sono giunto è che gli obiettivi rischiano di essere un ostacolo, anche laddove sono definiti in modo smart. Bisogna rimettere in discussione, secondo me, la stessa efficacia o necessità degli obiettivi. Perché essi sono sempre esterni alle proprie attività, sono una forzatura. Molto meglio considerare il potenziale di un servizio, di un prodotto ecc. E lavorare su quello. E’ più organico.

  4. Ai miei tempi in Inghilterra la parola SMART aveva un significato per noi inglesi e un altro per gli americani.
    Per noi inglesi SMART voleva dire elegante; insomma — cosa assai importante per i milanesi — ‘vestito bene’.
    Per gli americani invece, la parola SMART significava ‘furbo’. Ma perché voi italiani volete — sempre di più — sostituire il vostro ricchissimo vocabolario con parole inglesi? Capisco ‘computer’ e tanti termini tecnici ma per il resto sembra una pratica assai provinciale. Vogliamo far capire agli altri quanto bene conosciamo la lingua inglese? Che il nostro livello culturale sia elevato?
    Speriamo perlomeno di aver superato BRIFARE dell’indicible Nicole Minetti…

  5. Ottima Analisi Umberto. E’ la prima volta che vedo tutti (veramente tutti) i significati raccolti insieme. Diego

  6. grazie Umberto, sei sempre preziosissimo.
    Io divulgo.. non si sa mai che anche nelle aziende italiane, prima o poi, s’impari a progettare decentemente. 🙂 Partire da una buona analisi è sempre essenziale, con questo raggruppamento di significati ci hai donato le possibilità di sminuzzare e studiare per meglio decidere cosa creare. Fiorella

  7. ciao Umberto, piacere rileggerti dopo tanto tempo.
    Grazie, finalmente ho capito perché non ho mai raggiunto un obiettivo che sia uno. Mo’ mancava la S, mo’ la T, mo’ la R, etc.
    Mi consolo sgranocchiando un m&m’s, che ho sempre preferito agli smarties (specie i blu)

  8. Molto interessante, veramente, come tutte le cose che fai.
    francesca

    PS: ma quando comincerai a scrivermi come Francesca-“A” e non Francesco-“O” 😉 ?

  9. Grazie Umberto,
    non ho il piacere di conoscerti personalmente, ma appartengo anch’io alla tribù di Isipm, quindi ci si intende.
    Anch’io sono una Coach e trovo che la tua smart analisi sia particolarmente utile nell’applicazione del mio lavoro.
    Questo l’indirizzo del blog che curo insieme a Stefania Ratini:http://esperti.myselfitalia.it/2011/12/01/come-non-farsi-stritolare-dal-lavoro/

    Un tuo commento sarebbe molto gradito.

    Grazie a ancora e buon lavoro!

  10. Grazie Umberto,
    io nel fare il contratto d’aula con la definizione degli obiettivi usavo l’acronimo CO.MI.CO che sta per Concreto, Misurabile, Condiviso.
    SMART è più ricco e più evocativo.

    Beato te che sei via dall’inferno romano e ti godi il mare.
    Stammi bene
    Resy

  11. Molto interessante questo articolo riguardo agli obiettivi smart. Non sapevo che ognuno di noi potesse adattare a se stesso questo acronimo con le definizioni che gli sembrano più appropriate di volta in volta.

    Sono consigli preziosi. Grazie e buon lavoro.

    Silvia

  12. Salve Umberto, sto scrivendo una realazione per un esame su questo argomento, vorrei utilizzare alcune delle informazioni qui inserite, ma avrei bisogno di un riferimento bibliografico.
    Grazie!
    Benedetta

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