Messaggio e comportamento

Torno sul rapporto dissociato fra il messaggio della campagna pubblicitaria su Taranto di cui ho parlato ne Lo sporco sotto il tappeto, e quello che realmente succede nel territorio. Gli impianti ENI rilasciano una nube tossica che manda in ospedale sette cittadini, e un hotel di Taranto ha citato in giudizio per danni l’ILVA e le amministrazioni di comune, provincia e regione.

Come se non bastassero i danni prodotti dall’ILVA, il Fatto dell’11 luglio 2013 racconta di una nube tossica che si è sprigionata dalla raffineria Eni, causando l’intossicazione di sette persone e lo sversamento  di petrolio in mare. La magistratura indaga fra l’allarme dei cittadini e delle istituzioni, e si attendono i risultati degli accertamenti che sta facendo il Nucleo Operativo Ecologico di Lecce.

Nel Fatto del 9 luglio 2013, leggo che L’Hotel Mercure Delfino ha citato in giudizio civile per risarcimento danni i vertici dell’Ilva come autori materiali del danno ambientale, ma anche la Regione Puglia, la Provincia e il comune di Taranto – ritenuti responsabili di un’omissione di controllo che avrebbe favorito la politica aziendale dei Riva – e infine l’Arpa, agenzia regionale di protezione ambientale, che “avrebbe dovuto attivarsi in modo incisivo nei confronti dell’Ilva per impedire quel disastro ambientale che si è verificato su Taranto e tutto il territorio circostante”.

La vicenda Ilva, col clamore nazionale e internazionale che ha suscitato, ha “profondamente inciso” sul turismo e sul mercato immobiliare causando una svalutazione del valore commerciale dell’albero di almeno 5 milioni di euro, a cui vanno aggiunti la perdita del valore dell’avviamento commerciale, l’ipotesi di danno patrimoniale futuro e il danno morale, poiché i dati relativi alle malattie tumorali a Taranto “hanno influito profondamente sullo stato d’animo dei turisti, che per paura di incorrere in malattie tumorali preferiscono scegliere altre mete”.

Il Fatto conclude così: “A nulla, quindi, sarebbe valsa la campagna pubblicitaria “Questa è Taranto”, messa in piedi dalla Regione Puglia del governatore Nichi Vendola e costata ben 600mila euro. Fotografie e spot sulla città dei due mari diffusi nelle stazioni ferroviarie, nei banner e nei taxi di Roma e Milano che puntavano a raccontare come il capoluogo ionico non fosse solo la capitale dell’inquinamento”.

Che era esattamente quanto dicevo nel precedente articolo.

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

5 pensieri riguardo “Messaggio e comportamento”

  1. Non ho altro da aggiungere ai fatti che parlano cosi’ chiaro, rivelando esattamente quello che ti ho gia’ detto nel precedente commento. In un paese come l’Italia, ricca di bellezze naturali, storia e arte vogliono annullare tutto questo per favorire le nocive e inquinanti industrie. Vivendo all’estero non puoi credere quante persone desiderano visitare l’Italia non certo per vedere le industrie, ma per i tesori che essa possiede, e leggere queste notizie mi causa una enorme rabbia.
    Infatti, come ti dicevo, anche in Abruzzo vogliono mettere dei pozzi di petrolio nel mare inquinando e deturpando tutta la caratteristica costa dei trabocchi!!! E’ follia pura!
    Spero che il tuo articolo apra le menti malate che permettono questo scempio.
    Cicci

  2. La sostanza è tutta nel titolo. Il rapporto tra messaggio e comportamento. Noi fan della coerenza del messaggio al comportamento continuiamo a ricevere sconfitte, ma lentamente avanziamo. Una società moderna e matura deve riuscire a far coincidere questi due elementi. Non è facile, ma una nuova società moderna, solidale, sostenibile, disintermediata, etica, orientata all’interesse generale deve trovare una coincidenza tra ciò che si comunica e ciò che si fa

  3. E’ la solita mancanza di strategie di marketing e comunicazione: sembra sempre che si debbano mettere delle toppe, e e ognuno vede il particolare anziché il generale. Quelli che agiscono diversamente fanno la differenza

  4. a volte ho “l’impressione” che il deturpamento e l’abbamdono delle risorse naturalistiche e artistiche italiane sia programmato … è come se volessero far crescere le giovani generazioni nella convinzione che una città con immondizia e nubi tossiche sia la normalità! l’Italia è un paese che ci invidiano tutti da tutti i punti di vista … speriamo che articoli come il tuo possano essere letti da tantissimi italiani.

    alessandra

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