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Critica jazz |
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Umberto SantucciUna specialitą: le mappe mentaliConsulenzaFormazionePubblicazioniLinkMappa del sito |
Fin da ragazzo, affascinato dai Vdisc e dagli americani in genere, mi ero interessato di jazz. Nei primi anni cinquanta le novità ci arrivavano dal "Discobolo", una trasmissione radio di Vittorio Zivelli.A venti anni sono stato presidente del Jazz Club Roma.Ho scritto per "Musica Jazz", "Jazz di Ieri e di Oggi", "Suono Stereo", "Stereoplay", "Nuova Rivista Musicale Italiana", "Ciao 2001", "Supersound".Ho seguito il jazz nella sua evoluzione dal be bop fino alla fusion. Tuttavia mi interessava quando era una "controcultura" altra rispetto alla cultura ufficiale. Come tutti i fenomeni culturali, è stato riconosciuto dalla cultura ufficiale ed è diventato preda di assessori e persone di potere quando ormai non aveva più molto da dire. E allora ho smesso di interessarmene. Dossier JazzLa trascrizione
elettronica di un lavoro che ho publbicato su Stereoplay, luglio-agosto
1974, dove mettevo a fuoco l'idea del jazz "bastardo" da contrapporre
al jazz "puro" che ossessionava gli amatori di allora, anticipando
le aperture etniche e roccheggianti che il jazz avrebbe avuto di lì
a poco. |
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