Problem setting

Spesso quando ci si trova di fronte ad una difficoltà si cerca subito una soluzione. Tuttavia in molti casi la soluzione, invece di eliminare il problema, lo tiene in vita o lo aggrava.

Per non incorrere in soluzioni affrettate, non pertinenti o non efficaci, è bene soffermarsi sulla definizione del problema, ponendosi alcune domande.

Di che si tratta? E’ qualcosa che va bene, ma vogliamo migliorare? Un limite da superare? Un obiettivo da raggiungere? Oppure è una difficoltà da ridurre, un ostacolo da superare, un impedimento da rimuovere?

E’ una difficoltà ricorrente, o si presenta solo in qualche caso?

Dipende da noi, dagli altri, dal sistema in cui ci troviamo ad agire?

Di fronte al problema, tendiamo a insistere nelle soluzioni che abbiamo adottato finora? Oppure tendiamo ad evitare, a fuggire, a restare paralizzati o a pensare ad altro? O ancora deleghiamo il problema ad altri, credendo di non potercela fare da soli?

Si tratta di un problema, cioè di qualcosa che possiamo risolvere noi, o di condizioni che vanno oltre le nostre possibilità di intervento?

Se il problema è un muro, il problem setting è un processa che trasforma il muro in una scala. E magari, quando si è arrivati in cima, si scopre un altro problema… ma ciò porta al continuo cambiamento e miglioramento, e cioè a qualcosa che vive e si evolve.

vedi anche: manuale on line del problem setting, libro fai luce sulla chiave

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

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