Scrivi, c’è tempo

Matteo Pezzi, giovane fotografo romagnolo elimina la postproduzione, si concentra sulla ripresa fotografica e così risparmia un sacco di tempo, al punto che si mette a scrivere un libro su come risparmiare tempo, una risorsa che per ognuno di noi diventa sempre più esigua e più preziosa.


Di tempo non ne abbiamo poco, ne sprechiamo tanto. L’uomo grande non permette che gli si porti via neanche un minuto del tempo che gli appartiene.

Seneca

Matteo Pezzi è un giovane fotografo di Campiano, un paesino in provincia di Ravenna, dove vive facendo fotografie professionali per matrimoni, reportage, piacere personale.

Pur essendo aperto alle nuove tecnologie – dichiara di esser nato quando c’era già la fotografia digitale – si è reso conto che più scattava foto in fretta, più impiegava tempo nella postproduzione al computer. Ha deciso così di eliminare del tutto la postproduzione, concentrandosi sulla ripresa, dalla concezione della foto alla scelta e preparazione del soggetto, dall’inquadratura alla messa a fuoco, dall’esposizione agli altri controlli manuali. La capacità di ottenere foto buone appena averle scattate gli dà un vantaggio competitivo di fronte ai concorrenti, perché può consegnare un servizio poco dopo averlo ripreso, giusto il tempo di scegliere le inquadrature e nel caso dei matrimoni di far fare le stampe e l’album.

Con la sua scelta Matteo si inserisce nel filone storico dei fotografi che privilegiano l’inquadratura e lo scatto (Henry Cartier Bresson) rispetto all’elaborazione in camera oscura (Man Ray), ed è senza dubbio facilitato dalla possibilità di vedere subito i risultati.

Ma al di là dei risultati fotografici di tutto rispetto, visibili nel suo sito www.matteopezzi.com , Matteo si è dedicato a studiare tutto ciò che nella vita moderna iperconnessa ci fa perdere tempo, dalla posta elettronica ai social network, dal disordine all’ingombro di informazioni, icone, oggetti, stimoli dispersivi. E ha scoperto che aveva recuperato abbastanza tempo per scrivere, oltre che per dedicarsi ad altre cose.

Per la nuova etichetta AlkemiaBooks ha pubblicato un delizioso libretto di consigli a persone che vorrebbero dedicarsi al piacere di scrivere, ma non trovano mai il tempo. “Scrivi, c’è tempo”, raccomanda Matteo a sette caratteri di scrittore mancato, con una strizzatina d’occhio all’antico Teofrasto. Eccoli: l’esperto, il social, l’hi-tech, l’incasinato, l’artista, l’impegnato, l’insicuro. Per ognuno di essi ci sono gli antidoti, consigli preziosi non solo per chi vuole scrivere, ma per tutti quelli che vogliono amministrare meglio il proprio tempo, dopo aver capito che più ci allarghiamo nello spazio e nelle interconnessioni, più ci manca il tempo.

E allora, oltre che per scrivere, ci si può dedicare al proprio blog fotografico, come fa Matteo, con un progetto di grande valore culturale e “politico”: usare la fotografia come memoria personale e ambientale, e andare in giro mese per mese a fotografare i campi, le strade, le case coloniche, i villaggi che ha intorno, per conservarne la memoria dopo che tutto sarà cambiato da cementificazione, degrado, trasformazioni varie.

http://www.matteopezzi.com/i-miei-libri/scrivi-ce-tempo/

Apollonia, Eleonora. Matteo predilige set fotografici minimali, come per questo doppio ritratto che ha per sfondo l’armadio della camera delle due ragazze, che si sono vestite e truccate a vicenda per il servizio fotografico narrato nel sito.

 

Bambino che danza. Qui c’è tutta l’essenza del fotografo: un occhio che coglie e mette a fuoco una individualità, una singolarità, un’anomalia in un insieme omogeneo e consueto.

 

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

2 pensieri riguardo “Scrivi, c’è tempo”

  1. Penso ci sia una buona analogia tra fotografia e musica. Nella fotografia c’e’ il soggetto, l’inquadratura, la messa a fuoco, ecc. In musica quando si registra un pezzo, c’e’ il tema (=soggetto), l’esecuzione (=inquadratura), la nitidezza dei suoni (=messa a fuoco), e, sia per le foto che per la musica c’e’ la stampa. Condivido in pieno il comportamento del tuo amico Matteo Pezzi. Infatti, dopo l’esecuzione, tutte le altre operazioni vengono fatte normalmente in fase di missaggio. Nel mio ultimo CD non ho usato il multipiste, ed abbiamo registrato direttamente sul CD. Ovviamente curando all’inizio i suoni, il loro bilanciamento e tutto il resto. Fatto questo in un’ora, ci siamo concentrati sull’esecuzione. Conclusione, in tre ore abbiamo registrato sei brani. Il costo della sala si e’ limitato alle sole quattro ore. Che ne pensi?

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