Struttura

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Gregory Bateson parla di “struttura che connette”, considerandola un’entità logica di livello superiore rispetto ai suoi componenti, come un formicaio lo è per le formiche, per citare un esempio caro a Hofstaedter. Gli elementi di per sé sono poco significativi, ma acquistano senso in base alle relazioni che li collegano con altri elementi. Questo accade per qualsiasi genere di elementi e di strutture. Rispetto agli elementi che ne fanno parte, la struttura è qualcosa di diverso, ma per essere tale deve porsi su un livello diverso rispetto ai suoi componenti. Può essere sia sovrastante e contenitore dei suoi elementi, sia sottostante. La rete stradale si sovrappone al territorio. Lo scheletro sta sotto gli elementi superficiali, e li tiene insieme dall’interno. In tal senso si parla anche di sovrastrutture e sottostrutture.strutture

I tipi di struttura rappresentano l’organizzazione logica e intrinseca di un insieme. Possono essere a forma di piramide, scala, sequenza, albero, rete, frattale, nuvola, cristallo. Una struttura può essere gerarchica se uno o più elementi sono più importanti degli altri, atonale se tutti gli elementi sono di uguale importanza. E’ costruita o artificiale, se si sviluppa secondo un progetto fatto dall’uomo, è cresciuta o naturale se si sviluppa secondo energie interne condizionate da variabili ambientali. E’ lineare se si basa su catene di causa/effetto, complessa se gli effetti producono nuove cause per retroazione.

La Biosfera di Montreal è una grande cupola progettata e costruita nel 1967 dall’inventore della struttura geodetica, il matematico e architetto Buckminster Fuller. Questa è una struttura atonale.
La Biosfera di Montreal è una grande cupola progettata e costruita nel 1967 dall’inventore della struttura geodetica, il matematico e architetto Buckminster Fuller. Questa è una struttura atonale.

Le strutture possono essere fisiche, come i piloni di cemento armato di un edificio, o concettuali come la doppia elica del DNA. Possono mostrarsi insieme con l’individuo a cui appartengono, come i rami di un albero, o essere nascoste, come il sistema cardiocircolatorio.

Nel problem solving la struttura è un riduttore di complessità, perché aiuta a capire l’organizzazione di un sistema o di un insieme di elementi, e le relazioni fra i componenti del sistema. In tal senso funziona come modello cognitivo che ispira e condiziona l’osservazione. Per esempio se abbiamo in mente la struttura dell’Orsa Maggiore riusciamo a configurarla unendo virtualmente fra di loro le stelle che la compongono.

La struttura può funzionare come elemento portante di un insieme, quando  senza di essa l’insieme crolla o si affloscia, come avviene con i pali di una tenda da campeggio.

Nello stesso sistema, sia esso un essere umano o un’azienda, possono coesistere diversi tipi di struttura. Gli elementi possono organizzarsi con reti atonali, come le cellule, o con arborescenze gerarchiche, come un organigramma aziendale. Alcuni elementi possono dipendere da elementi di livello superiore, come la mano che dipende dal braccio e dalla spalla. Secondo la teoria dei tipi logici, il livello superiore fa da contenitore ai livelli inferiori. Ciò permette di organizzare gli elementi per gerarchie logiche dal generale al particolare, da un quartiere urbano alle cartelle del nostro hard disk.

Le strutture infine possono essere bidimensionali come le rappresentazioni su assi cartesiani con variabili x/y, tridimensionali per rappresentare le variabili x/y/z, e multidimensionali nel caso che vogliano rappresentare o descrivere insiemi di fenomeni a più variabili.

Per definire un problema, è molto importante definire il tipo di struttura che connette gli elementi del problema, per capire se la criticità si trova in uno o più elementi, o nelle relazioni che li connettono e nel tipo di struttura. Per esempio, se in un gruppo di lavoro non c’è un elemento con caratteristiche da leader, è preferibile strutturare il gruppo in modo atonale anziché gerarchico.