Le mappe della mente

La mente è una scatola nera. E’ continuamente al lavoro, anche quando il corpo dorme, ma nessuno è in grado di vedere che cosa faccia. Abbiamo a disposizione solo gli output del suo lavorio, parole, immagini, suoni, comportamenti, invenzioni, pregiudizi, ragioni e sentimenti. Le “Mappe della mente” sono alcuni di questi output, di questi modi in cui la mente si manifesta, sia una mente singola come quella di una persona, sia una mente complessa come quella di un gruppo, di una comunità, di una organizzazione, di una società. Continua a leggere Le mappe della mente

Vedere > capire > fare

Prima di tutto bisogna vedere, avere un quadro della situazione, avere presente chi fa che cosa, ciò che sta succedendo. Poi bisogna capire ciò che si vede, dargli un senso, inserirlo nelle conoscenze che già abbiamo in modo da acquisire nuove conoscenze. Infine si può passare al fare, all’agire in conseguenza di ciò che si è visto e si è capito. Continua a leggere Vedere > capire > fare

Gestire a vista un giornale

La videata catturata nella trasmissione “Gli Intoccabili” (La7, 22/02/2012) mostra un intervento in collegamento esterno di Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera.

In genere l’intervistato, specie se di un certo rango, si fa riprendere in un ambiente a lui congeniale, che comunque contenga elementi che in qualche modo visualizzano la sua professione, il suo status, la sua personalità. Continua a leggere Gestire a vista un giornale

Ipermappe mentali

Dal testo all’ipertesto, dalla mappa geografica all’ipermappa di Google Earth, dalla mappa mentale statica e bidimensionale alle ipermappe mentali dinamiche e multidimensionali, strumenti che diventano più complessi per sempolificare la complessità di informazioi e conoscenze. Continua a leggere Ipermappe mentali

Sei cappelli per pensare

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Ognuno di noi tende a pensare nello stesso modo, e trova difficoltà ad assumere altri modi: il pessimista pensa in nero, l’ottimista in rosa, l’emotivo in rosso, il razionale in bianco. Edward De Bono, padre del “pensiero laterale”, nel 1985 ha proposto un originale e fortunatissimo metodo per abituarsi a pensare con sei modalità diverse. Continua a leggere Sei cappelli per pensare

Cambiamento continuo e radicale

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Si può ottenere un miglioramento in modo drastico e radicale, o in modo graduale, incrementale. Nel primo caso domani sarà tutto diverso. Nel secondo oggi facciamo un po’ meglio di ieri, ma anche domani faremo un po’ meglio di oggi. Continua a leggere Cambiamento continuo e radicale

Vedere per migliorare, cambiare per mantenere

gestione a vista, metodi

Se non vedo un difetto, non posso correggerlo. Anche se non vedo un pregio, peggio se non vedo la differenza fra il pregio e il difetto. Ecco perché la gestione a vista è un elemento essenziale della qualità. Continua a leggere Vedere per migliorare, cambiare per mantenere

I 7 sprechi (muda)

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Il modello Toyota del kaizen individua sette tipi di sprechi (in giapponese muda), ossia di eventi che non producono valore aggiunto per il cliente, ma generano costi. L’eliminazione di tali sprechi contribuisce in modo determinante a quello che la filosofia Toyota sintetizza con “ottenere di più con meno”. Continua a leggere I 7 sprechi (muda)

Le 5 esse

gestione a vista, metodi

Nel metodo di qualità Toyota (kaizen) il processo di miglioramento continuo si attiva con cinque attività che in giapponese e in inglese cominciano con la lettera esse. Il metodo è molto semplice e parte dal poco e dal quotidiano per attivare un processo virtuoso di cambiamento che pian piano si propaga in tutto il sistema e si consolida nel tempo. Può essere usato da tutti, a qualsiasi livello gerarchico, al lavoro o in privato. Continua a leggere Le 5 esse