PRO di problema

La parola problema viene dal greco pro = avanti e ballo = lancio, getto.

Il prefisso pro è usato in molte parole con vari significati. Deriva dalla radice sanscrita pra, che significa avanti, e si ritrova con lo stesso significato nell’antico umbro pru. Il concetto di avanti si è man mano sviluppato verso quelli di vantaggio, favore, giovamento, utilità, difesa.

Vediamo un po’ di parole singole e famiglie di parole accomunate dal prefisso pro nei suoi vari significati, e rendiamoci conto di come siano più o meno vicine al concetto di “problema”, e cioè a qualcosa che si spinge e ci spinge in avanti, prepara prima le cose, vede e prevede, dichiara e diffonde comunicazioni e risultati, avvantaggia qualcuno.

Pro nel significato di avanti, oltre, verso, davanti

Il problema è qualcosa che ci mettiamo davanti per cambiarla in modo per noi vantaggioso. Progetto, proiettile e proietto sono cose da spingere, da gettare avanti (pro-jacio). Proseguire, procedere e procedura, processo, processione, indicano l’andare avanti. Il provetto (pro-veho) è colui che è andato avanti, l’esperto. Il profano è chi resta davanti al tempio (fanum) perché non è ammesso ad entrare. La procella è una tempesta che corre avanti (pro-cello, corro, da cui celere).

Ciò che si protrae davanti, di fronte è la prora (che diventa prua), una prominenza o protuberanza (pro-tuber) che diventa proboscide (pro = davanti, boskein = pascere). Il prognato ha la mandibola sporgente.

Pro come prima

Il programma è qualcosa di preparato e scritto prima. Proporre, proposito, proposta, sono cose preparate prima e presentate a qualcuno. Progenitore e progenie precedono genitore e gente.

Prosciugare è asciugare prima, da cui prosciutto. I prolegomeni sono una prefazione, come il prologo o la prolusione (pro-ludus) che è una prova prima del gioco, e quindi un discorso introduttivo. La prolessi è un’anticipazione nella disposizione retorica della frase. Il protocollo era un foglio appiccicato su un rotolo (volumen), da cui acquistò il senso di segno o bollo autentico. Il prototipo è un modello da cui discendono prodotti. Il protozoo è alle origini degli esseri viventi.

La provincia per i romani era pro-victa (conquistata prima). La propedeutica è un insegnamento preparatorio. Essere in procinto di è la cintura della toga che i senatori romani si allacciavano davanti per prepararsi a uscire o fare o dire qualcosa.

Vedere, prevedere

Il vedere implica che ci sia qualcosa da vedere davanti a noi.

Abbiamo così provvedere, provvido, provvigione, provvista, tutti costruiti sul vedere avanti, il prudente (pro-videns), il proattivo che anticipa problemi futuri, e prende l’iniziativa di operare cambiamenti migliorativi. Il pronostico e la prognosi prevedono anch’essi la probabilità di eventi futuri.

Il provvisorio è una cosa temporanea, fatta in previsione di sostituirla con una cosa più stabile.

Il prospetto è un grafico, una tabella, o la facciata di un edificio che può essere prospiciente a quella di un altro edificio, la veduta di fronte, che si differenzia dal profilo, una veduta di lato o un disegno della sola linea di contorno. La prospettiva è la rappresentazione di uno spazio. La prosopopea è la personificazione di qualcosa, e in seguito viene a significare gravità affettata, orgoglio, arroganza.

Rimandare

L’avanti implica anche l’idea dello spostare più in là, e quindi di prorogare, protrarre, procrastinare, prolungare, proseguire.

La promessa è un impegno per il futuro, un messaggio mandato avanti (pro-missa). Anche proibire significa spingere avanti, tener lontano.

Dichiarare, diffondere, metter fuori

Un importante significato del prefisso pro è quello dell’esprimere, dello spargere davanti, e quindi fuori.

Proclamare è gridare avanti, promulgare può essere pro-vulgare (divulgare) o pro-mulgere (spremere fuori). Propagare (pro-pangere) è moltiplicare, diffondere, e propaggine è un ramo interrato perché metta radici, e quindi una diramazione. Propalare vuol dire divulgare, diffondere notizie, dal latino medievale pro-palam (da cui palesemente, apertamente). Pronunciare è annunciare al pubblico, proferire (pro-far) è parlare, dire, da cui profeta, professione (promessa, regola, attendere a qualcosa), professionista, professore, professare. La prosa (pro-versus, prorsus) è un discorso piano, diritto. Profondere (pro-fundere) è spandere, spargere con prodigalità, a profusione. Provocare è chiamare fuori, provocante è chi chiama fuori per attirare a sé, provocatorio chi spinge a reagire.

Prolisso è un discorso diluito, sparso davanti; dallo stesso etimo viene prolasso, che indica un rilassamento di tessuti, come le emorroidi o le ernie. In provenire il pro significa “da fuori”. La prosapia è cosa sparsa, disseminata, e poi stirpe, schiatta.

Produrre, produzione, prodotto è metter fuori qualcosa. Pronto (pro-emere) è una cosa messa fuori e resa visibile. Il prosumer è il produttore-consumatore del mondo attuale.

Pro-alo significa faccio crescere, da cui prole, prolifero che produce prole, proletario che possiede soltanto la sua prole.

Procreare significa far nascere, o anche creare prima.

Prodigo (pro-igere o –agere) è l’opposto di avaro, prodigio è pro-agere, ma anche pro-dire.

L’energia compressa prorompe, la bellezza formosa è prorompente. Il propellente spinge avanti con propulsione.

A favore

Prosit! Ti sia favorevole questo brindisi! Buon pro ti faccia!  A che pro? Cui prodest (a chi giova)? Valutiamo il pro e il contro prima di promuovere l’iniziativa. Propugnare è combattere a favore, difendere, sostenere, e il prode (pro-esse) procura vantaggi ed è probo, colui che onestamente prova, ossia riconosce qualcosa per buono, stabilisce la verità di qualcosa, si cimenta (si mette alla prova). Ciò che può esser provato è probabile, verosimile.

Il prodotto viene fuori e genera profitto a favore di chi produce e vende.

E’ protetto chi sta sotto un tetto che gli dà protezione.

Propendere, propenso, proclive è inclinare a favore di qualcuno o qualcosa, ma se si esagera si diventa proni, come davanti all’imperatore.

E’ prònuba la matrona che accompagnava la sposa alle nozze, dove fumi come quello dell’incenso spargono un gradevole profumo. Il prosseneta (pro-xenon) è colui che aiuta lo straniero, il mediatore, il sensale.

Sostituzione, scambio

Pronome, procura, proconsole, stanno al posto di altri. Promiscuo viene da pro=invece e miscere=mischiare, il qui pro quo è uno scambio o uno sbaglio spesso comico, il proverbio sta al posto di un discorso più ampio.

Procace invece non c’entra niente con pro, perché viene da prach = pregare, ed è chi chiede. Lo stesso etimo hanno procacciare, fornire ciò che serve, e procaccia, che chiede un magro compenso per fare il portalettere nel villaggio.

Proprio, prossimo e prossemica non hanno a che fare con pro, ma con prope = vicino, presso