Il nostro giardino selvaggio

fiore di aquilegia
Aquilegia

Problema: nella nuova casa parigina abbiamo un terreno di 300 mq da trasformare in giardino. Quale modello scegliere? Giardino all’italiana, all’inglese o selvaggio/ecologico?

Progetto: come pianificare i lavori in base alle stagioni, come disporre le colture in base all’esposizione al sole e ai venti? Si può chiedere alla natura di accelerare i suoi ritmi o siamo noi a doverci adattare?

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12 passi per gestire il tuo progetto

dal groviglio di cose da fare alla pianificazione di Gantt
dal groviglio di cose da fare alla pianificazione di Gantt

Lavori in proprio o come dipendente? Gestisci progetti o fai parte di squadre impegnate in un progetto? Lavori da solo, fai lavorare altri, operi in gruppo o in rete? In tutti questi casi ti serve un manuale pratico che ti aiuti a ideare, strutturare e gestire il tuo progetto. In 12 passi, uno alla settimana, in tre mesi. Continua a leggere 12 passi per gestire il tuo progetto

Reddito di cittadinanza e Titan

Reddito di cittadinanza per tutti o reddito minimo garantito solo per chi perde il lavoro? Cedere alla virtualizzazione crescente della finanza mondiale considerandola una inevitabile fatalità che sacrifica le persone al denaro o cercare nuovi modi di distribuire il denaro per garantire una qualità di vita accettabile a tutti i cittadini? Subire con inerzia l’aumento della disoccupazione derivante dalle nuove tecnologie o rompere il legame fra lavoro e salario? Continua a leggere Reddito di cittadinanza e Titan

Design aperto e chiuso

Ieri ho cambiato la cartuccia del toner della mia stampante laser a colori multifunzione. Il toner è una polverina fine, che potrebbe essere contenuta in una bustina, in una boccetta, o addirittura essere ricaricata da un distributore, come comincia ad accadere in alcuni supermercati per alcuni detersivi. Certo, sarebbe difficile farla pagare 50 euro, perché un cucchiaio di polverina sembrerebbe già caro se costasse 2 euro! E’ una cosa sensata che un mucchietto di polvere come il disegno nel cerchietto a destra produca un tale mucchio di rifiuti, come si vede nella foto? Continua a leggere Design aperto e chiuso

L’obiettivo SMART


Target o goal sono gli obiettivi di molti giochi in cui bisogna conquistare qualcosa (rubabandiera, buskashi), raggiungere una meta (rugby, gioco dell’oca), colpire un bersaglio (tiro a segno, golf, calcio), arrivare in una casa (baseball). Tutti questi obiettivi sono concreti, ben definiti, misurabili. Anche nel management il raggiungimento degli obiettivi è lo scopo per cui si fanno le cose, e il modo di verificare che le cose siano fatte. Ma, come nei giochi, l’obiettivo per funzionare deve essere ben definito. Per farlo, serviamoci dell’acronimo SMART. Continua a leggere L’obiettivo SMART

La mia consulenza

Consulenza e formazione non sono drasticamente distinte, ma spesso capita che l’una sconfini nell’altra. De resto la natura stessa del problem solving porta a lavorare su problemi specifici del cliente, che anche se ha chiesto un intervento di formazione sulle tecniche di problem solving, di fatto poi si trova a risolvere un suo problema con il mio aiuto. Continua a leggere La mia consulenza

PRO di problema

La parola problema viene dal greco pro = avanti e ballo = lancio, getto.

Il prefisso pro è usato in molte parole con vari significati. Deriva dalla radice sanscrita pra, che significa avanti, e si ritrova con lo stesso significato nell’antico umbro pru. Il concetto di avanti si è man mano sviluppato verso quelli di vantaggio, favore, giovamento, utilità, difesa.

Vediamo un po’ di parole singole e famiglie di parole accomunate dal prefisso pro nei suoi vari significati, e rendiamoci conto di come siano più o meno vicine al concetto di “problema”, e cioè a qualcosa che si spinge e ci spinge in avanti, prepara prima le cose, vede e prevede, dichiara e diffonde comunicazioni e risultati, avvantaggia qualcuno.

Pro nel significato di avanti, oltre, verso, davanti

Il problema è qualcosa che ci mettiamo davanti per cambiarla in modo per noi vantaggioso. Progetto, proiettile e proietto sono cose da spingere, da gettare avanti (pro-jacio). Proseguire, procedere e procedura, processo, processione, indicano l’andare avanti. Il provetto (pro-veho) è colui che è andato avanti, l’esperto. Il profano è chi resta davanti al tempio (fanum) perché non è ammesso ad entrare. La procella è una tempesta che corre avanti (pro-cello, corro, da cui celere).

Ciò che si protrae davanti, di fronte è la prora (che diventa prua), una prominenza o protuberanza (pro-tuber) che diventa proboscide (pro = davanti, boskein = pascere). Il prognato ha la mandibola sporgente.

Pro come prima

Il programma è qualcosa di preparato e scritto prima. Proporre, proposito, proposta, sono cose preparate prima e presentate a qualcuno. Progenitore e progenie precedono genitore e gente.

Prosciugare è asciugare prima, da cui prosciutto. I prolegomeni sono una prefazione, come il prologo o la prolusione (pro-ludus) che è una prova prima del gioco, e quindi un discorso introduttivo. La prolessi è un’anticipazione nella disposizione retorica della frase. Il protocollo era un foglio appiccicato su un rotolo (volumen), da cui acquistò il senso di segno o bollo autentico. Il prototipo è un modello da cui discendono prodotti. Il protozoo è alle origini degli esseri viventi.

La provincia per i romani era pro-victa (conquistata prima). La propedeutica è un insegnamento preparatorio. Essere in procinto di è la cintura della toga che i senatori romani si allacciavano davanti per prepararsi a uscire o fare o dire qualcosa.

Vedere, prevedere

Il vedere implica che ci sia qualcosa da vedere davanti a noi.

Abbiamo così provvedere, provvido, provvigione, provvista, tutti costruiti sul vedere avanti, il prudente (pro-videns), il proattivo che anticipa problemi futuri, e prende l’iniziativa di operare cambiamenti migliorativi. Il pronostico e la prognosi prevedono anch’essi la probabilità di eventi futuri.

Il provvisorio è una cosa temporanea, fatta in previsione di sostituirla con una cosa più stabile.

Il prospetto è un grafico, una tabella, o la facciata di un edificio che può essere prospiciente a quella di un altro edificio, la veduta di fronte, che si differenzia dal profilo, una veduta di lato o un disegno della sola linea di contorno. La prospettiva è la rappresentazione di uno spazio. La prosopopea è la personificazione di qualcosa, e in seguito viene a significare gravità affettata, orgoglio, arroganza.

Rimandare

L’avanti implica anche l’idea dello spostare più in là, e quindi di prorogare, protrarre, procrastinare, prolungare, proseguire.

La promessa è un impegno per il futuro, un messaggio mandato avanti (pro-missa). Anche proibire significa spingere avanti, tener lontano.

Dichiarare, diffondere, metter fuori

Un importante significato del prefisso pro è quello dell’esprimere, dello spargere davanti, e quindi fuori.

Proclamare è gridare avanti, promulgare può essere pro-vulgare (divulgare) o pro-mulgere (spremere fuori). Propagare (pro-pangere) è moltiplicare, diffondere, e propaggine è un ramo interrato perché metta radici, e quindi una diramazione. Propalare vuol dire divulgare, diffondere notizie, dal latino medievale pro-palam (da cui palesemente, apertamente). Pronunciare è annunciare al pubblico, proferire (pro-far) è parlare, dire, da cui profeta, professione (promessa, regola, attendere a qualcosa), professionista, professore, professare. La prosa (pro-versus, prorsus) è un discorso piano, diritto. Profondere (pro-fundere) è spandere, spargere con prodigalità, a profusione. Provocare è chiamare fuori, provocante è chi chiama fuori per attirare a sé, provocatorio chi spinge a reagire.

Prolisso è un discorso diluito, sparso davanti; dallo stesso etimo viene prolasso, che indica un rilassamento di tessuti, come le emorroidi o le ernie. In provenire il pro significa “da fuori”. La prosapia è cosa sparsa, disseminata, e poi stirpe, schiatta.

Produrre, produzione, prodotto è metter fuori qualcosa. Pronto (pro-emere) è una cosa messa fuori e resa visibile. Il prosumer è il produttore-consumatore del mondo attuale.

Pro-alo significa faccio crescere, da cui prole, prolifero che produce prole, proletario che possiede soltanto la sua prole.

Procreare significa far nascere, o anche creare prima.

Prodigo (pro-igere o –agere) è l’opposto di avaro, prodigio è pro-agere, ma anche pro-dire.

L’energia compressa prorompe, la bellezza formosa è prorompente. Il propellente spinge avanti con propulsione.

A favore

Prosit! Ti sia favorevole questo brindisi! Buon pro ti faccia!  A che pro? Cui prodest (a chi giova)? Valutiamo il pro e il contro prima di promuovere l’iniziativa. Propugnare è combattere a favore, difendere, sostenere, e il prode (pro-esse) procura vantaggi ed è probo, colui che onestamente prova, ossia riconosce qualcosa per buono, stabilisce la verità di qualcosa, si cimenta (si mette alla prova). Ciò che può esser provato è probabile, verosimile.

Il prodotto viene fuori e genera profitto a favore di chi produce e vende.

E’ protetto chi sta sotto un tetto che gli dà protezione.

Propendere, propenso, proclive è inclinare a favore di qualcuno o qualcosa, ma se si esagera si diventa proni, come davanti all’imperatore.

E’ prònuba la matrona che accompagnava la sposa alle nozze, dove fumi come quello dell’incenso spargono un gradevole profumo. Il prosseneta (pro-xenon) è colui che aiuta lo straniero, il mediatore, il sensale.

Sostituzione, scambio

Pronome, procura, proconsole, stanno al posto di altri. Promiscuo viene da pro=invece e miscere=mischiare, il qui pro quo è uno scambio o uno sbaglio spesso comico, il proverbio sta al posto di un discorso più ampio.

Procace invece non c’entra niente con pro, perché viene da prach = pregare, ed è chi chiede. Lo stesso etimo hanno procacciare, fornire ciò che serve, e procaccia, che chiede un magro compenso per fare il portalettere nel villaggio.

Proprio, prossimo e prossemica non hanno a che fare con pro, ma con prope = vicino, presso