Il dilemma del magistrato

La comunicazione paradossale utilizza i dilemmi e i doppi legami, artifici mentali che diventano una sorta di trappole in cui ci cacciamo da soli, o ci facciamo cacciare da altri, o cacciamo l’interlocutore. Uno spunto di pubblico dominio è il dilemma in cui si trovano i magistrati che hanno fra le mani il caso della pena di Berlusconi. Continua a leggere Il dilemma del magistrato

Reddito di cittadinanza e Titan

Reddito di cittadinanza per tutti o reddito minimo garantito solo per chi perde il lavoro? Cedere alla virtualizzazione crescente della finanza mondiale considerandola una inevitabile fatalità che sacrifica le persone al denaro o cercare nuovi modi di distribuire il denaro per garantire una qualità di vita accettabile a tutti i cittadini? Subire con inerzia l’aumento della disoccupazione derivante dalle nuove tecnologie o rompere il legame fra lavoro e salario? Continua a leggere Reddito di cittadinanza e Titan

Crisi, decrescita e tentate soluzioni

Se il sistema economico e finanziario globale basato sulla crescita di prodotti, consumi e rifiuti ha generato la crisi, è lo stesso sistema che può risolvere il problema che ha creato? O non servirebbe un radicale cambiamento di concetti fondamentali, dove la crescita infelice di bisogni sempre più difficili da soddisfare si trasformi in decrescita felice di consumi e sprechi a favore di una migliore qualità della vita? Continua a leggere Crisi, decrescita e tentate soluzioni

Cappello verde, cappello nero e M5S

Nel gioco che sto portando avanti con i miei articoli, e che consiste nel ragionare sul modo in cui modelli collaudati di problem solving si possano applicare alle esperienze di vita vissuta, provo ad esaminare la situazione del M5S con l’ottica dei “Sei Cappelli per Pensare” di Edward de Bono, il fortunato modello psicologico che induce a ragionare in sei modi diversi. Continua a leggere Cappello verde, cappello nero e M5S

In lotta col mare

Problema: il mare mangia le spiagge.

Soluzione: creare barriere artificiali di scogli, e “ripascere” le spiagge con ghiaie e sabbie di riporto.

Conseguenze:

  • il mare scava e mangia fra una scogliera e l’altra, e ad ogni mareggiata porta via i materiali scaricati;
  • la linea di spiaggia diventa tutta ondulata;
  • non si fa più il bagno nel mare aperto, ma in una sorta di pozzanghere con acqua più o meno stagnante;
  • le amministrazioni pubbliche ogni anno spendono soldi a vuoto;
  • la qualità dei litorali degrada. Continua a leggere In lotta col mare