Una cena fuorilegge

La legge va rispettata sempre, o in alcuni casi, se ne abbiamo l’opportunità, possiamo aggiustarcela a modo nostro? Quando chiediamo legalità, ci riferiamo solo alla “casta”, o dobbiamo fare attenzione anche a ciò che ci capita a livello personale?

triglie e divieto di pesca

Il fatto di cronaca personale: qualche tempo fa, quando vivevo ancora nella costiera adriatica, sono stato invitato a cena da un gruppo di amici conosciuti da poco. Un ottimo ristorantino in riva al mare, atmosfera cordiale e simpatica, buon umore. Arriva una sontuosa frittura di pesce, in gran parte a base di triglie piccolissime da mangiare tutte intere. Buonissime. Ma mentre mangiamo, il nostro ospite ci dice: “Questa frittura è fuori legge, perché è pesce fresco preso durante il periodo di fermo pesca, e i pesci sono molto più piccoli del consentito, anche in periodi di pesca aperta. Però è una tradizione del luogo che si faceva prima dei divieti, e ho voluto farvela assaggiare. Certo, se venisse la Guardia di Finanza, farebbe una bella multa”. Assaporando non solo il pesce, ma il brivido del proibito, tuttavia esclamo “Ma a cena con noi abbiamo una guardia di finanza!”. L’amico chiamato in causa dice “Beh, potete stare tranquilli, perché ormai sono in pensione. Certo, se fosse stato mio padre, anche lui guardia di finanza, non l’avrebbe fatta passare liscia, perché una volta fece la multa perfino a sua madre!”. Il divieto di pesca diventa argomento di conversazione, perché tutti dicono che un mese di fermo-pesca non serve a nulla, ci vorrebbe almeno un anno, ma lo Stato non può permettersi di sovvenzionare i pescatori per tanto tempo. E si discute ancora se la legge deve valere per tutti in tutti i casi, o se è meglio valutare caso per caso in base alle circostanze, alle relazioni, alle convenienze. Io ricordo alla tavolata che perfino ai tempi di Cicerone si dibatteva se la legge dovesse essere applicata alla lettera o nello spirito.

Morale della favola, o meglio del reality: una persona che può, esercita il suo potere chiedendo e ottenendo qualcosa di illegale. Vanta con gli amici questo suo potere. Tutti accettano la legge che stanno infrangendo, anzi, dicono che dovrebbe essere ben più severa, ma continuano a mangiare di gusto (ahimè, anche io!). Tutti sono tranquilli perché confidano che non ci saranno controlli. L’ex finanziere dice che in altri tempi e con altre tempre morali le cose sarebbero state diverse, ma si sa, il mondo va avanti e la cena pure. Tutti vogliono essere simpatici piuttosto che giusti.

italia_fangoDubbio amletico: se una comitiva di brave persone si comporta così, e dopo cena se ne va a dormire sazia, beata e in pace con la propria coscienza, come si comporterà una cricca di persone che esercitano il vero potere a livello statale, regionale, provinciale, locale? E’ una causa o un effetto del triste declino del nostro bel paese?

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

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