Vedere > capire > fare

Prima di tutto bisogna vedere, avere un quadro della situazione, avere presente chi fa che cosa, ciò che sta succedendo. Poi bisogna capire ciò che si vede, dargli un senso, inserirlo nelle conoscenze che già abbiamo in modo da acquisire nuove conoscenze. Infine si può passare al fare, all’agire in conseguenza di ciò che si è visto e si è capito.

L’ideale è seguire la successione vedere > capire > agire.

  • Se prima non si vede, non si hanno gli elementi per capire.
  • Se si vede qualcosa senza capire che cosa sta succedendo e che cosa significa ciò che abbiamo visto, si rischia di non accorgersi che sta succedendo qualcosa di interessante, e di perdere treni che passano via ignorandoci.
  • Se si tenta di capire, di dare un senso alla situazione, senza essersene fatto un quadro sufficientemente chiaro, si rischia di cadere nelle illusioni, nelle paranoie, nei fantasmi, nei pregiudizi e nelle ideologie.
  • Se si agisce senza aver visto e capito ciò che accade, si rischia di aggravare la situazione, o di sprecare energie in azioni che non hanno nessun effetto.
  • Se si vede senza capire, si assiste impotenti ad eventi che volano sopra le nostre teste e che magari riconosceremo solo quando sono passati da un pezzo.
  • Se si vede e si capisce, ma non si agisce, si subisce passivamente ciò che accade, rinunciando alla possibilità di intervenire, di innescare cambiamenti.
  • Quando si agisce dopo aver visto e capito, si ottengono cambiamenti.
  • Se i cambiamenti sono funzionali ai nostri obiettivi, si può continuare ad agire nello stesso modo.
  • Se i cambiamenti non sono funzionali,. bisogna riattivare il processo: vedere che cosa è successo, capire le ragioni e i significati, agire in modo diverso dal precedente.

Dunque, il percorso virtuoso consiste nel vedere che cosa succede. Se non si riesce a vedere abbastanza, ci si dota di strumenti e metodi di visualizzazione, come mappe, grafici, immagini.  Solo dopo aver veduto la situazione, le si dà un senso, si capisce ciò che è successo, sta succedendo, potrebbe succedere.  Quando poi abbiamo un quadro chiaro della situazione, e abbiamo capito che cosa significa, possiamo agire per operare cambiamenti all’interno del quadro stesso.

 

 

 

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

2 thoughts on “Vedere > capire > fare”

  1. Grazie Umberto per l’assist.
    Questi temi mi appassionano e attualmente sto esprimendo un paradigma un po’ diverso a titolo di provocazione:
    Di fronte a un cambiamento VELOCE dobbiamo PRIMA adattarci e poi capire.
    Se ti fermi per cercare di capire vieni travolto dal tram.
    Capire da solo non basta neanche per imparare. Imparare è fare.
    Soprattutto capire implica che intendiamo la realtà come portatrice di senso. Adattarci ci libera dalla necessità di dover attribuire necessariamente un significato e ci permette di sopravvivere.
    Quando siamo sopravvissuti allora possiamo fermarci e capire. Se capire vuol dire cercare il perchè…:-)

  2. Alessio, grazie del commento. Vedere significa mettersi davanti uno schema, un simbolo, un’immagine analogica, una mappa che aiutano a capire all’istante. Se non sai la strada, guardi la mappa e sai dove andare. All’istante e senza fermarti. Ovviamente sono veri anche gli altri percorsi capire>fare>vedere (per esempio uno scultore), o fare>vedere>capire (un meccanico che smonta il motore, vede che cosa c’è, capisce qual è il guasto), vedere>fare>capire (una guardia vede un ladro, gli spara, poi capisce che era disarmato).
    Capire significa dare un senso a qualcosa, come giustamente dici, ma non necessariamente adattarsi al cambiamento: in tal senso posso capire come si fa a scheggiare una selce del paleolitico, che non cambia da oltre centomila anni. Certo, se il maestro di spada mi colpisce, prima di tutto devo parare il colpo, poi capirò perché voleva colpirmi e che tecnica ha usato. Infine capire non significa cercare solo il perché, ma il come, il dove e il quando, secondo le care vecchie W.

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