A scuola di decrescita felice

Mauro Sandrini per me è un forte stimolatore. Dopo avermi suggerito di creare la collana di ebook “Strumenti per la Transizione” mi ha fatto conoscere l’agrivillaggio e ha fatto nascere la Scuola della decrescita felice, in cui ha coinvolto il fondatore stesso del Movimento per la Decrescita Felice, Maurizio Pallante.

Sono iniziati i webinar gratuiti sulla decrescita felice. La prima lezione è stata tenuta da Giordano Mancini e dallo stesso Pallante mentre Sandrini, com’è sua abitudine, ha fatto da avatar muto e invisibile.

L’Agrivillaggio

L’agrivillaggio é un piccolo quartiere agricolo a distanza di bicicletta dalla città, che coltiva non solo il terreno, ma la comunità che ne fa parte, per vivere nel rispetto dei cicli naturali ad impatto ambientale nullo.

L’Agrivillaggio di Giovanni Leoni si trova vicino a Parma, e sul web qui: http://www.agrivillaggio.com. Leoni spiega in un ebook che cos’è e come si fa un agrivillaggio. Puoi scaricare il libro gratuitamente qui: http://www.flows.tv/it/store/books/content/48%7C54f9c3d339fc85df013a0b95dc44000c?channel=48&channel=48

La Scuola della decrescita felice

Per diffondere la cultura della decrescita e di un uso del territorio più armonioso e conviviale, nasce la Scuola dell’Agrivillaggio e della decrescita felice, che propone corsi gratuiti a cui basta iscriversi per ricevere il link a cui collegarsi per assistere al webinar, ossia alla lezione che viene fatta in rete sulla piattaforma Insegnalo.it che permette interagire con i relatori e di rivedere in differita la registrazione dell’evento. Ecco il link utile: http://www.agrivillaggio.com/it/corsi/gas/ponti-di-fiducia.html

Il primo webinar è stato tenuto da Maurizio Pallante, presidente della scuola e del Movimento per la Decrescita Felice, e da Giordano Mancini, responsabile del settore aziende dell’Agrivillaggio e della Scuola.

Decrescita felice versus Crescita calante

Conscio del fatto che il termine decrescita susciti sensazioni negative, Pallante ha fondato il Movimento della Decrescita Felice, in quanto progetto innovativo, tecnologico, orientato all’imprenditoria e alla progettazione di processi che risparmino imballaggi, rifiuti, acqua, energia, materie prime, trasporti. Un solo dato può servire a capire quanto progetti di crescita calante siano più arretrati e meno utili rispetto a progetti di decrescita felice: un milione di euro investito nel TAV di Val di Susa genera 0,75 posti di lavoro. La stessa cifra investita in progetti di ristrutturazione energetica di edifici esistenti genera 12 posti di lavoro. Il primo investimento richiede grandi aziende, progetti che si protraggono nel tempo con costi incontrollabili, ed esposti ad infiltrazioni mafiose. Il secondo investimento invece alimenta piccole imprese diffuse sul territorio, con immediata ricaduta di pubblica utilità, risparmio di consumi futuri, interventi brevi.
Pallante ha spiegato che ciò che deve decrescere sono gli sprechi: spreco di acqua, aria, territorio, beni comuni, imballaggi, rifiuti, talenti e persone. Come si fa? Con progetti innovativi, ottimizzati, tecnologicamente avanzati. Con nuove idee di business orientate non a produrre profitti-consumi-rifiuti, ma a produrre beni-soddisfazione-risparmio-riutilizzazione-profitto.

Ed è ciò che si propone in concreto la Scuola della Decrescita, rivolta a cittadini di buona volontà, agricoltori, piccoli imprenditori, aziende e organizzazioni, con consulenze ad hoc oltre ai corsi e alle pubblicazioni.

Pubblicato da

Umberto Santucci

Sono un consulente e formatore di comunicazione, problem solving, project management, mappe mentali e altri strumenti di visualizzazione e controllo, creatività. Sembrano tante cose diverse ma sono aspetti della stessa competenza: definire correttamente e risolvere problemi.

2 thoughts on “A scuola di decrescita felice”

  1. “Comunque abbiamo la sensazione sempre più pesante di essere ostaggi di poteri sovrastanti e occulti,…”, pensate forse che questi poteri possano tremare di fronte a G.A.S, orti insorti, Agrivillaggi e decrescita felice? Pensate che, come si può speculare sul rialzo, non si possa speculare anche sul ribasso? Guardate in mano a chi sono le energie alternative e avrete, da soli, la risposta… Non c’é futuro, diverso, senza un cambiamento profondo, reale e radicale, dei parametri della vita collettiva(Struttura).

    Dato che è il mio ultimo intervento in questo blog desidero salutare e ringraziare, con grande stima, Umberto Santucci, con cui ho un debito di riconoscenza, per avermi fatto amare, sin da giovane, il jazz e, se gli può arrivare, anche Enzo Spaltro, il miglior professore che abbia mai avuto, che ha stampato in me l’importanza, sempre e comunque, del gruppo.

    Ad Maiora!

  2. Certamente non si puo’ risolvere un problema con gli stessi mezzi che l’hanno creato. Questa e’ una frase che ho gia’ incontrato e che ha destato la mia attenzione. Molti dovrebbero riflettere su questo e studiare l’interessante proposta della decrescita felice.
    Se i politici e i governanti capissero questo, forse, potremo risolvere la profonda crisi che stiamo attraversando.
    Il mio mestiere di trombettista richiede musicalita’ e un certo fisico. La musicalita’ cresce col passare degli anni, mentre il fisico decresce. Quindi e’ importante capire dove rivolgere le tue forze per ottenere sempre risultati migliori.

Rispondi a Riccardo Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *